Scontro sul nuovo stadio a Como: 111 firme da tutto il mondo contro il progetto sul lago

Intellettuali e architetti lanciano l’allarme: “Meglio costruire altrove”. Il sindaco Rapinese tira dritto: “Non cambio idea, la città lo vuole”

Il progetto del nuovo stadio Sinigaglia di Como continua ad accendere un acceso dibattito istituzionale e culturale, con il fronte degli oppositori che si allarga anche a livello internazionale. Sono infatti 111 tra architetti, docenti e intellettuali provenienti da ogni parte del mondo ad aver sottoscritto una lettera aperta che chiede lo stop immediato al piano di riqualificazione dell’attuale impianto, che prevede anche la realizzazione di un hotel (LEGGI QUI) e di un centro commerciale sul lungolago.

Gli esperti: “Sbagliato cementificare il lago, si pensi a un nuovo sito”

Tra i promotori dell’iniziativa c’è l’architetto Francesco Degli Esposti, che in un’intervista a Il Giorno ha spiegato le ragioni della protesta: “Quello che si può fare è un intervento più contenuto”, ha affermato, “ma se si pensa di costruire un hotel e un centro commerciale sul lago, solo perché è l’unica posizione disponibile, allora meglio pensare a una struttura ex novo altrove”.

Il fronte critico chiede una discussione più ampia e condivisa, sottolineando come l’unicità paesaggistica del Lago di Como meriti una tutela architettonica e ambientale all’altezza della sua fama mondiale. L’adesione in massa da parte di personalità del settore in soli due giorni viene considerata un segnale del rilievo globale della questione.

Il sindaco Rapinese: “Ho promesso questo progetto agli elettori, avanti tutta

Di parere opposto e determinato a non arretrare di un millimetro è invece il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che ha risposto senza mezzi termini alle critiche: “La città lo vuole e andiamo avanti”, ha dichiarato. E ancora: “Se considero la loro richiesta? No grazie, chiuso qua. Chi governa Como vuole lì lo stadio”.

Rapinese ha ribadito di aver sempre comunicato con chiarezza agli elettori le sue intenzioni sul nuovo impianto sportivo e di voler mantenere gli impegni presi in campagna elettorale: “Non sono stato eletto per giocare a flipper o a ping pong”, ha aggiunto polemicamente.

Un progetto divisivo tra sviluppo urbano e difesa del paesaggio

Il nodo centrale dello scontro ruota attorno alla scelta di collocare una struttura commerciale e alberghiera direttamente sul lungolago, in un contesto considerato di grande pregio ambientale e urbanistico. Secondo i firmatari della lettera, questa decisione rappresenterebbe una ferita irreparabile per il paesaggio comasco, mentre l’amministrazione cittadina la considera una necessità strategica per la crescita e il rilancio della città.

In attesa di sviluppi concreti, il dibattito si preannuncia ancora lungo e acceso. La contrapposizione tra chi chiede un ripensamento e chi tira dritto sul progetto rischia di trasformare il futuro dello stadio Sinigaglia in un caso nazionale, simbolo di una più ampia riflessione sul rapporto tra sviluppo urbano e tutela del territorio.

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