“Si vedeva che era già allenatore”: Bertelli esalta Fabregas e analizza il calcio moderno

Il preparatore atletico Paolo Bertelli, a Radio Firenzeviola, racconta l’evoluzione del calcio e sottolinea la visione innovativa del tecnico del Como.

Intervenendo ai microfoni di Radio Firenzeviola, il preparatore atletico Paolo Bertelli ha ripercorso l’evoluzione del calcio, evidenziando come il sistema attuale sia profondamente diverso rispetto a quello del passato.

Secondo il suo racconto, “oggi è cambiato tutto: le rose un tempo erano ridotte, le partite meno numerose, ma con l’arrivo della televisione molte dinamiche si sono completamente trasformate”, ha spiegato, ricordando la rivoluzione che ha accompagnato la crescita del calcio mediatico e commerciale.

Un calendario sempre più affollato

Bertelli ha sottolineato come gli impegni stagionali siano ormai diventati estremamente intensi: “Con il Chelsea di Sarri abbiamo disputato 63 partite in un’unica stagione”, ha ricordato, evidenziando quanto l’aumento delle competizioni, delle coppe e degli eventi internazionali abbia modificato il modo di preparare i giocatori e di gestire l’intero gruppo.

Questo incremento ha reso indispensabili nuove metodologie di lavoro, staff più numerosi e sistemi di monitoraggio più evoluti per prevenire sovraccarichi e infortuni.

Il rapporto con Fabregas ai tempi della Premier League

Passando poi a un tema più personale, Bertelli ha parlato dell’attuale allenatore del Como, Cesc Fabregas, con cui ha condiviso esperienze significative durante la carriera.

Il preparatore ha raccontato episodi che lasciavano intuire già allora la vocazione del campione spagnolo: “Quando era calciatore si chiudeva in una stanza per analizzare le problematiche della partita. Era evidente che fosse già un allenatore dentro”, ha rivelato. La loro collaborazione è durata tre anni, un periodo in cui Fabregas mostrava una curiosità tattica profonda e un approccio da vero studioso del gioco.

L’innovazione tattica del tecnico del Como

Bertelli ha poi descritto l’idea di calcio del tecnico spagnolo, sottolineandone gli aspetti più innovativi: “Fabregas applica un sistema relazionale, con marcature a uomo nella fase difensiva che si trasformano in un altro assetto durante il possesso”, ha spiegato.

Si tratta di un modello fluido, basato sulle connessioni tra giocatori, sulla capacità di leggere le situazioni e adattarsi continuamente. Per Bertelli questo modo di interpretare il gioco rappresenta un’evoluzione naturale del calcio moderno, sempre più orientato alla versatilità e al dinamismo tattico.

Perché Fabregas è considerato un innovatore

Secondo il preparatore atletico, l’approccio dell’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea poggia su fondamenta costruite in anni di esperienza ai massimi livelli. La sua capacità di connettere principi tattici diversi, unita alla sensibilità calcistica maturata sui campi più importanti d’Europa, permette a Fabregas di proporre un’idea di calcio che unisce rigore e creatività.

Bertelli ha ribadito come questa attitudine fosse già evidente quando Fabregas indossava ancora gli scarpini: osservava, studiava, confrontava situazioni di gioco con un’attenzione fuori dal comune.

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