Yannick Engelhardt, un soldato-jolly con tanta voglia di crescere

Dopo i graduali miglioramenti in mediana, il tedesco sta provando ad adattarsi a un ruolo completamente nuovo: terzino destro

Le aspettative su di lui erano alte, più per via del prezzo pagato per averlo che non per il suo effettivo curriculum composto praticamente solo da una stagione in B tedesca. L’impatto ĆØ stato durissimo: un subentro molto negativo alla prima giornata sul campo della Juventus. Poi un paio di mesi abbondanti di panchina e apprendistato, prima del lancio da titolare in corrispondenza con l’infortunio di Perrone. E una crescita piuttosto costante per prestazioni e coinvolgimento nel gioco. Yannick Engelhardt ha ancora bisogno di crescere tanto, però pian piano si sta adattando al livello della Serie A. Comunque, dopo aver tirato la carretta per diverse settimane sembrava destinato nuovamente alla panchina, tra il recupero di Perrone e l’acquisto di Caqueret. E invece…

E invece Fabregas per necessitĆ  gli ha chiesto una variazione sul tema. Terzino destro. Un ruolo completamente inesplorato, molto diverso rispetto al mediano soprattutto per le caratteristiche degli avversari che ci si trova di fronte. Ma questo 23enne tedesco si ĆØ applicato e ha fatto del suo meglio contro l’Atalanta. Certo, i gol di Retegui sono arrivati soprattutto dalla sua fascia e lui qualche colpa ce l’ha, ma probabilmente sarebbe dovuta essere la panchina a dargli una mano quando Gasperini ha cambiato sistema di gioco nel secondo tempo. Ad ogni modo Fabregas l’ha elogiato per personalitĆ  e l’ha paragonato a un soldato che impara in fretta. Ed ĆØ vero, sta crescendo.

Una statistica che lo dimostra? E’ tra i 20 giocatori di Serie A che superano il 90% di passaggi riusciti, caratteristica che a Fabregas piace molto… Di questi 20, solo tre sono centrocampisti: Lobotka, Perrone e lui.Ā 

Domani a Bologna ci sarĆ  ancora bisogno di Engelhardt. E con ogni probabilitĆ  ancora nel ruolo di terzino destro, visto che dal mercato non ĆØ arrivato nulla in quel ruolo. Un’altra tappa di crescita per Yannick, che non avrĆ  il talento cristallino di quell’altro quasi omonimo, Jannik, ma che per personalitĆ  prova ad imitarlo.

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