Zambrotta: “Il Como di Fabregas mi ricorda il Barcellona. Europa? Non è un’utopia”

L’ex campione del mondo, oggi responsabile del progetto giovani Figc, parla della squadra della sua città, del lavoro con i talenti azzurri e dei ricordi più intensi della sua carriera.

Gianluca Zambrotta, comasco ed ex gloria di Como, Juventus, Barcellona e Milan, oggi alla guida del progetto giovani della Figc insieme a Simone Perrotta, è stato intervistato da La Provincia in occasione dell’avvio della stagione. L’ex esterno campione del mondo a Berlino 2006 con l’Italia di Marcello Lippi ha commentato l’entusiasmo attorno al Como di Cesc Fabregas, tracciando parallelismi con la sua carriera e raccontando episodi memorabili.

“Un puzzle perfetto, Fabregas ha idee chiare”

Zambrotta ha sottolineato come la forza del Como non risieda in un singolo aspetto, ma nella somma di più fattori: “Fabregas ha le idee chiare, ma ha anche la fortuna di avere una società che lo accontenta. Il calcio è un puzzle: se hai tutti i pezzi giusti, funziona. Contro la Lazio, ad esempio, l’assist perfetto di Paz per Douvikas ha reso concreto il progetto di gioco. Qui c’è davvero la quadratura del cerchio”.

Il parallelo con il Barcellona

Alla domanda su eventuali somiglianze con il Barça, Zambrotta non ha avuto dubbi: “Per certi versi mi ricorda il Barcellona. Fabregas ha portato qualcosa del Guardiolismo: possesso palla e tiki-taka, pur con differenze. È un calcio che piace ai tifosi, sempre propositivo”.

Giovani e mercato

Da responsabile del settore giovanile azzurro, Zambrotta ha evidenziato il coraggio del Como nel puntare sui talenti: “Il Como fa giocare i giovani perché sono di qualità, e li ha di qualità perché ha le risorse per prenderli prima degli altri. In Italia spesso c’è troppa prudenza, ma qualcosa sta cambiando. Il club lariano è all’avanguardia”.

Al tempo stesso, però, non ha nascosto un dispiacere: “Peccato non vedere nemmeno un italiano nella rosa. Spero cambi presto”.

L’amore per la sua città

Zambrotta non ha mai interrotto il legame con la squadra lariana: “Da tre anni non perdo una partita, vado allo stadio anche in trasferta. Ci vado in bici con mio figlio Riccardo, ed è bellissimo vedere tanto entusiasmo e una cornice da grande club”.

I giocatori preferiti

Pur riconoscendo il talento di Paz e Diao, Zambrotta ha espresso una preferenza personale: “I miei preferiti sono Da Cunha e Perrone. Da Cunha mi ricorda Pirlo o Xavi, per la capacità di fare tutto con qualità e intelligenza”.

“L’Europa non è un’utopia”

Sul futuro della squadra, l’ex campione del mondo si è mostrato fiducioso: “Dopo il precampionato e il debutto, penso che migliorerà la posizione dello scorso anno. L’Europa non è un’utopia: Conference o Europa League sono alla portata”.

Ricordi di carriera

Zambrotta ha ripercorso i suoi inizi al Como, il debutto in Serie B con Tardelli, le esperienze con Scanziani e Marini e il sogno realizzato con l’Italia: “Il giorno del mio esordio in Nazionale a Pisa, Roberto Baggio venne da me a ringraziarmi per le parole spese su di lui. Indimenticabile”.

Sul Mondiale 2006 ha aggiunto: “L’anno prossimo sarà il ventennale, spero si organizzi qualcosa. Con 98 presenze in azzurro ho vissuto tre Mondiali e tre Europei: un percorso che rifarei mille volte”.

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