Mister Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa a due giorni da Roma-Como. Ecco come ha presentato la partita: “Proveremo a portare a casa più punti possibile, come sempre. La Roma dall’andata è cresciuta tanto, è molto sottovalutata, gioca liberamente: si vede. Ranieri ha dato serenità e fiducia. Noi dobbiamo dare continuità a ciò che stiamo facendo. Già prima avevamo una squadra forte, ma partivamo sempre da 0-1 per un motivo o per un altro, spesso per errori individuali. Ora siamo migliorati. Vedo la squadra più matura soprattutto in certi momenti della partita. Non si è parlato abbastanza del nostro calendario finora. Abbiamo gestito bene anche le sconfitte, senza cambiare i nostri principi. Tempo fa certe partite le avremmo perse di sicuro, ora siamo più bravi a raccogliere e stiamo crescendo. Però non dobbiamo fermarci e dobbiamo fare punti, punti, punti. Una fase in cui possiamo migliorare è la creazione di occasioni”.
Capitolo indisponibili: “Sergi e Azon sono allo stesso livello, vediamo per Milano, se no dopo la sosta. Van der Brempt speriamo di averlo a Milano. Dossena sta bene però più probabile recuperi per il Venezia. Gabrielloni invece sarà a disposizione. Dele? Sto valutando, se viene con noi a Roma non è per giocare ma per fargli sentire le sensazioni della partita. Ieri si sentiva bene“.
Si parla molto di Fabregas come possibile successore di Ranieri alla Roma: “Se anche ci fosse qualcosa non lo direi, però sono a Como con 4 anni di contratto e sono sereno, con la voglia di finire un progetto se i tifosi e la società sono contenti con me. Ovviamente però ringrazio il grandissimo Ranieri per le sue belle parole. Mi piacerebbe avere una carriera paragonabile alla sua”. Gli viene chiesto se i tanti complimenti ricevuti di recente l’abbiano fatto sentire un po’ come quando era tra i top mondiali da giocatore: “No, non mi sento come se fossi già al top, sono all’inizio e questo non è niente. Ovviamente mi sentivo pronto quando ho accettato l’incarico, altrimenti non l’avrei fatto. Però sono molto molto lontano da ciò che penso di poter fare da allenatore“. E si è parlato anche del coinvolgimento della gente in questo progetto: “E’ solo l’inizio di qualcosa di speciale. Mio figlio va con la felpa del Como a scuola e non è l’unico. E non abitiamo a Como, ma fuori Italia. Io non sono importante, la cosa importante è il Como. Quando non mi vorrete più arriverà un altro. Sento l’apprezzamento e ovviamente è un buon segno. Mi sento bene, la squadra si identifica con la gente“.
Un contributo importante lo stanno dando i giovani, alcuni dei quali ricevono molti complimenti: “Sì, ma perché nessuno ha dato un’opportunità a Paz, Perrone, Valle, Diao prima di noi?“, si chiede Cesc. Che poi continua: “Non sbagliano una partita secondo voi, secondo me magari sì. Tutti i calciatori sono dei privilegiati, però mi piace creare un ambiente che gli permetta di venire qui volentieri. Braunoder a gennaio mi ha detto: ‘Per me sarebbe meglio andare via, ma vedo che qui continuo a crescere e preferisco rimanere anche giocando poco’. Proviamo a portare questa cultura in tutti i giocatori“. e
Centrocampo ancora a tre? “Così abbiamo più controllo, con altri uomini siamo più di contropiede. Vediamo. Le ultime partite abbiamo migliorato qualcosa in difesa“.
Una battuta su Dani Guindos, che lo sostituirà all’Olimpico per squalifica: “Il Como è in buone mani. Senza di lui non avremmo mai raggiunto i risultati dell’anno scorso. Io non avevo staff, l’ho chiamato mentre stava giocando a golf, è venuto qua senza nessuna garanzia e senza sapere niente. E mi ha aiutato. Ha lasciato la sua famiglia in Spagna con due bambini appena nati. E’ molto leale“.
Infine, chi scrive gli ha fatto una domanda particolare. Quando secondo Fabregas una squadra merita di vincere? Perché il Como contro il Napoli ha tirato meno e tenuto meno il pallone, eppure ha meritato di vincere. E quindi qual è il criterio del “merito” secondo Cesc? “Dipende dal piano della partita, da come ti sei adattato alle varie situazioni. Infatti della partita contro il Napoli mi è piaciuto proprio il fatto che non avendo moltissimo la palla, abbiamo gestito la partita in un modo diverso dal solito, ma comunque bene, essendo anche più efficaci. Poi ovviamente ogni allenatore ha il suo planning. Io non sono tanto d’accordo con chi dice che si può meritare anche tirando poco e quindi penso che in altre partite abbiamo meritato di vincere più che contro il Napoli. Se McTominay fa quel gol quando Butez ha parato, magari non vinciamo. Il calcio è complicato da analizzare. Quindi noi allenatori dopo la partita dobbiamo essere lucidi per capire cosa volevamo fare noi e cosa volevano fare gli altri“.




[…] sue condizioni fisiche erano già state inquadrate dal tecnico catalano come non perfette, tanto che dalla conferenza stampa di venerdì sembrava che il giocatore potesse recuperare al massimo per il …. E’ stato quindi sorprendente vederlo inizialmente tra i giocatori convocati. Oggi il […]
Cesc, nostro condottiero a vita!!!!!