Maxence Caqueret ha trovato nuova linfa calcistica e personale sulle sponde del Lago di Como. Arrivato a gennaio dal Lione, il centrocampista francese è diventato il trasferimento più costoso della storia del club lariano, entrando immediatamente nei piani tattici di Cesc Fabregas. In un’intervista a L’Équipe, Caqueret ha raccontato il suo impatto con l’Italia, le ambizioni del Como e il rapporto speciale con l’ex campione del mondo spagnolo.
“Non mi aspettavo un club così organizzato e ambizioso”, ha dichiarato Caqueret, sorpreso dalla rapidità con cui il Como sta crescendo a livello strutturale. Nuove strutture, palestra moderna, spazi per la riabilitazione e una piscina all’avanguardia sono solo alcuni dei cambiamenti messi in atto dalla società per garantire ai calciatori un ambiente professionale di alto livello. “Fanno tutto per farci stare bene”, ha aggiunto il francese.
Lasciare il Lione dopo dodici anni non è stato semplice. “All’inizio è stato uno shock”, ha ammesso. Le prime settimane a Como, vissute in hotel e senza la moglie, sono state complicate, ma la bellezza del territorio e l’accoglienza calorosa della gente hanno rapidamente facilitato l’adattamento: “Ora trovo la vita a Como incredibile”.
L’approdo al Como è stato inizialmente accolto con scetticismo: “Conoscevo l’allenatore, ma non il progetto”, ha raccontato Caqueret. È stato proprio Fabregas a convincerlo con una telefonata, illustrandogli una visione di crescita che punta alle competizioni europee nei prossimi anni. Un sogno che potrebbe sembrare azzardato, ma che per il centrocampista non è affatto irrealistico: “Guardando le nostre prestazioni, anche contro le grandi, non siamo mai stati messi sotto”.
Fabregas ha avuto un ruolo centrale nel trasferimento. L’allenatore spagnolo ha ammesso di conoscere Caqueret già dai tempi del Monaco e di considerarlo il profilo ideale per il suo stile di gioco: palleggio, intensità, lettura tattica. Parole che hanno gratificato il francese, da sempre ammiratore di maestri come Xavi e Iniesta.
Sulla metodologia di lavoro di Fabregas, Caqueret è chiaro: “È un mix tra gioco spagnolo e approccio italiano”. Il possesso palla parte dalla difesa, ma non manca l’attenzione tattica tipica della Serie A italiana. Inoltre, il legame tra allenatore e squadra è forte, diretto e basato sul dialogo: “Ci ascolta, si confronta con noi, spiega in modo chiaro cosa vuole. Ha creato un gruppo vivo”.
L’intervista di Caqueret evidenzia come il Como stia trasformandosi in un laboratorio calcistico innovativo, con ambizioni concrete. L’investimento sul talento francese e la guida di Fabregas sono solo due dei tasselli di un progetto che mira a portare in alto un club che, fino a poco tempo fa, era poco noto anche Francia da parte del nuovo “box to box” biancoblu.


