Determinazione, umiltà e passione: tre qualità che descrivono al meglio Alessandro Gabrielloni, attaccante e capitano del Como 1907, simbolo di una storia calcistica fatta di sacrifici, piccoli passi e grandi soddisfazioni. Originario di Jesi, nelle Marche, Gabrielloni rappresenta l’archetipo dell’“underdog” che non si è mai arreso, raggiungendo traguardi importanti attraverso il lavoro quotidiano.
Arrivato a Como nel 2019, in pieno inverno, ha fin da subito riconosciuto il valore dell’occasione. Reduce da una lunga gavetta nelle categorie minori, tra Serie D e Serie C, Gabrielloni ha saputo distinguersi grazie a una mentalità vincente e alla capacità di porsi sempre nuovi obiettivi: “Mi allenavo ogni estate per dimostrare che non ero solo un giocatore da Serie D”.
Il salto di qualità è avvenuto nella seconda stagione in riva al Lario, quando, con un gruppo affiatato e resiliente, ha contribuito alla vittoria del campionato di Serie C. Il punto di svolta è stato proprio la sfida decisiva contro l’Alessandria, momento che l’attaccante definisce “Il più bello della mia carriera: forse è stato davvero lì che l’amore reciproco tra me e i tifosi comaschi è cresciuto cosi tanto””.
Il legame con Como e i suoi tifosi è cresciuto in modo naturale e profondo, diventando parte integrante della sua identità calcistica. “Ora Como è un po’ casa mia. L’affetto della gente è qualcosa che sento forte ogni volta che scendo in campo,” racconta con emozione.
Gabrielloni ha sempre affiancato il calcio agli studi, completando nel 2020 una laurea in economia all’Università di Macerata, con una tesi sul cambiamento demografico in Italia. Durante il lockdown, ha discusso l’elaborato da remoto, indossando la camicia sopra e i pantaloncini del Como sotto: “Tanto la webcam non li avrebbe ripresi,” confessa sorridendo.
Il traguardo dei 100 gol in carriera è arrivato nel modo più simbolico possibile, al 90° minuto di una sfida chiave contro il Feralpisalò. “È stato un abbraccio collettivo con tutta la squadra, avevo un peso addosso da otto mesi senza segnare”.
Nel tempo libero, Gabrielloni coltiva la passione per la lettura e il basket. Tra Orwell, Obama e l’NBA, trova ispirazione e relax, e non rinuncia alle partite a carte in trasferta con i compagni.
Alla domanda su cosa sia per lui la felicità, risponde senza esitazione: “La palla che entra in rete e le domeniche a pranzo con la mia famiglia”.


