Una maledizione che ci ha fatto compagnia a fine 2024 e che invece non ci passerà neanche per la testa nei prossimi mesi. Parliamo della prima volta con la rete inviolata in campionato.
L’anno scorso alla squadra di Fabregas servirono 16 partite, 1.440 minuti, per riuscire a non prendere gol. Successe in quel magico Como-Roma 2-0, la sera di Gabrielloni. A fine campionato arrivammo a 7 clean sheets, lasciando a secco anche il Lecce (due volte), la Fiorentina, il Torino, il Genoa e il Parma. Ma a inizio campionato i gol subiti erano un problema enorme: ben 28 nelle prime 15 giornate. Complice anche il rendimento negativo dei portieri – Reina e Audero – unito a un cinismo esagerato e a volte episodico dei nostri avversari. Insomma, neanche l’anno scorso la nostra fase difensiva era complessivamente un disastro, però si prendeva gol spesso e volentieri al primo tiro in porta.
Ora evidentemente la tenuta di Butez e compagni va ancora verificata. Nel precampionato per esempio non è stata perfetta. E anche domenica il gol avversario non è arrivato solo per un fuorigioco millimetrico: in quell’occasione anche Fabregas ha spiegato che la difesa avrebbe dovuto muoversi diversamente. Però uscire dalla prima giornata con un 2-0, oltretutto contro un’avversaria di tutto rispetto come la Lazio, è tanta roba. Un’iniezione di fiducia che aiuta a lavorare sui difetti ancora presenti nella retroguardia biancoblu.

