La discussione sull’ipotesi di giocare partite dei principali campionati europei all’estero continua a suscitare reazioni di peso. Dopo le parole del Commissario UE, è intervenuto sul tema anche Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, che ha espresso forti perplessità rispetto a scenari come quello di Milan-Como in programma a Perth, in Australia, opzione al vaglio della Serie A.
Intervistato dai colleghi di Politico, Ceferin ha ribadito la sua posizione contraria all’idea di spostare incontri ufficiali fuori dall’Europa. “Apriremo questa discussione anche con la FIFA e con tutte le federazioni, perché non credo sia una buona cosa. Se si tratta di un’eccezione, può andare bene, ma solo se c’è una motivazione reale. In linea di principio, le squadre europee devono giocare in Europa, perché i loro tifosi sono in Europa. È una grande tradizione, da rispettare”, ha dichiarato.
L’ipotesi di esportare partite di campionato al di fuori dei confini europei – sulla scia di quanto già ipotizzato anche dalla Liga spagnola – è tornata d’attualità in seguito alle voci sempre più insistenti sulla possibilità di disputare alcuni match di Serie A in località come Australia o Stati Uniti, nel tentativo di espandere il brand e generare nuove fonti di ricavi.
Ceferin, pur riconoscendo i limiti giuridici dell’intervento UEFA in merito, ha chiarito i confini entro cui l’organismo europeo potrà muoversi: “Non siamo contenti, ma da un punto di vista legale non abbiamo molti margini se le federazioni nazionali sono d’accordo, e in questo caso sia quella italiana che quella spagnola lo sono”. Tuttavia, ha aggiunto: “D’ora in poi dovremo discuterne molto seriamente, perché il calcio dovrebbe essere giocato in Europa e i tifosi dovrebbero poterlo vedere a casa loro. Non tutti possono permettersi di volare in Australia o negli Stati Uniti per assistere a una partita”.
La posizione del presidente UEFA riapre il dibattito sul rapporto tra tradizione e globalizzazione nel calcio europeo. Da un lato, l’esigenza di internazionalizzare il prodotto e raggiungere nuovi mercati; dall’altro, il rischio di snaturare il legame tra club e tifosi locali, che costituisce il cuore identitario del calcio nel Vecchio Continente.
Il progetto di portare Milan-Como in Australia rappresenta solo uno dei segnali di una tendenza che potrebbe espandersi nei prossimi anni, ma che ora si scontra con una crescente opposizione istituzionale. La UEFA, pur non potendo bloccare direttamente queste iniziative, si prepara a un confronto aperto con FIFA e federazioni nazionali, per stabilire regole più chiare sul tema.



Almeno una volta questo dice qualcosa di giusto
Insulto ai tifosi .