Fabregas e Vieira, duello di idee in Como-Genoa: due scuole a confronto

L’ex coppia dell’Arsenal si è affrontata con filosofie diverse, ma complementari: pressing francese e possesso iberico hanno regalato spettacolo nella serata del Monday Nigt al "Sinigaglia"

Como-Genoa non è stato solo un Monday Nightdi Serie A, ma anche il confronto tra due visioni calcistiche nate alla stessa fonte: quella del tecnico alsazian0 Arsène Wenger. Da una parte Patrick Vieira, tecnico rossoblù, dall’altra Césc Fàbregas, alla guida dei lariani. Due ex compagni di centrocampo all’Arsenal che, oggi da allenatori, hanno portato sul campo due interpretazioni diverse, ma ugualmente affascinanti, del calcio moderno.

E quindi raccogliamo lo spunto dei colleghi de La Provincia per analizzare la gara dall’aspetto tecnico-tattico impostato da due tecnici in rampa di lancio. Vieira ha impostato il Genoa con un pressing feroce e organizzato, andando a schermare le linee di costruzione del Como già nella propria metà campo. La scelta tattica, con sette uomini alti davanti alla difesa avversaria, ha avuto l’obiettivo di soffocare sul nascere le fonti di gioco biancoblù. Una filosofia aggressiva, che privilegia l’intensità e la riconquista immediata del pallone.

Fabregas, invece, rimane fedele alla matrice spagnola, fatta di possesso, mobilità e tecnica raffinata. In campo ha mandato una formazione con forti tinte iberiche. Il suo Como gioca fluido, con interpreti intercambiabili e senza perdere qualità quando subentrano le seconde linee, a differenza di quanto accadeva lo scorso anno.

Ci sono dei punti fermi nello scacchiere di Fabregas: Butez tra i pali, Ramon e Kempf in difesa, Vojvoda a destra e Da Cunha in mezzo, Paz e Jesus Rodriguez in avanti. Attorno a loro ruotano i compagni, mantenendo sempre alto il livello del gioco.

L’arrivo di Alvaro Morata rappresenta la chiave per alzare ulteriormente l’asticella. Fortemente voluto dal tecnico, lo spagnolo incarna l’idea di attaccante moderno, pronto ad abbassarsi per costruire, allargarsi per liberare gli spazi e portare fuori posizione i difensori avversari. Alcuni movimenti visti contro il Genoa – come quelli di Kuhn, trasformato in falso nueve – testimoniano la varietà offensiva che Fàbregas vuole portare in campo.

Un ruolo centrale è affidato a Vojvoda, il pendolino della fascia destra. Contro il Genoa ha preferito mantenere la posizione, senza sguarnire la corsia, ma ogni volta che si inserisce diventa una variabile capace di sorprendere.

E poi c’è Nico Paz, il talento cristallino che il Como ha blindato nonostante le sirene di mercato. Ancora una volta ha dimostrato perché la società non abbia voluto privarsene: qualità tecnica, fantasia e capacità di incidere nelle zone calde del campo.

La sfida del “Sinigaglia ha mostrato due filosofie calcistiche nate dalla stessa scuola ma sviluppate in maniera opposta, con Vieira a incarnare la forza fisica e la pressione costante, e Fabregas a rappresentare l’arte del possesso e della varietà tattica. Un duello che, al di là del risultato, ha offerto spettacolo e contenuti tecnici di livello assoluto e alla fine quello nel quale chi si ricorda i due giovani allenatori da calciatori rivede il loro stile di gioco in campo trasposto dalla panchina ai propri ragazzi.

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6 mesi fa

Quando si sbatte contro una linea che t’impedisce di sviluppare il tuo gioco di qualità, bisognerebbe avere un piano B: lanci lunghi a scavalcare il centrocampo. Fabregas è un grande, ma certe volte sembra troppo fissato sul suo schema. I giocatori sembrano aver paura di creare qualcosa di diverso e addirittura di tirare in porta, pena l’esclusione. Probabilmente, quando avremo trovato gli automatismi e la forma fisica ideale saremo più efficaci, sperando che il gruppo trovi un suo equilibrio di gioco e spogliatoio.

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