Maximo Perrone, cuore e geometrie: il Como si gode il suo nuovo regista

Il centrocampista argentino riscattato dal Manchester City è già un pilastro del progetto Fabregas

L’investimento da 13 milioni di euro per il cartellino di Maximo Perrone si sta rivelando una delle scelte più felici del mercato estivo del Como. Il club lariano, dopo averlo avuto in prestito nella scorsa stagione, ha deciso di puntare con decisione sul talento argentino, strappandolo al Manchester City e consegnandolo definitivamente alla mediana di Cesc Fàbregas. Una mossa che, a giudicare dal rendimento del classe 2003, appare sempre più lungimirante.

Perrone ha segnato il suo primo gol in maglia biancoblù nella difficile trasferta di Bergamo contro l’Atalanta. Una rete tanto fortunosa quanto pesante, che ha regalato al Como un punto d’oro in uno degli stadi più ostici della Serie A. Il centrocampista ha minimizzato il gesto nelle interviste post-partita (LEGGI QUI), ma il suo impatto sulla gara è stato evidente: intensità, lucidità, equilibrio e qualità, tutte qualità che lo stanno rendendo imprescindibile nell’impianto di gioco voluto dal tecnico catalano.

A soli 22 anni, il mediano cresciuto nel Vélez Sarsfield dimostra una maturità fuori dal comune. Dopo 33 presenze in Argentina con 2 reti e 3 assist, era approdato al Manchester City, dove ha potuto respirare il calcio d’élite anche se ha trovato poco spazio (solo due presenze ufficiali). Guardiola ne ha apprezzato l’intelligenza tattica e la pulizia tecnica, due aspetti che oggi costituiscono la base del suo gioco a centrocampo.

La vera crescita, però, è arrivata nei mesi successivi. Prima con l’esperienza in Liga al Las Palmas, dove ha collezionato 30 presenze, e poi con l’approdo in Italia. Nella passata stagione ha subito convinto a Como, al punto da spingere la dirigenza ad affondare il colpo con il riscatto definitivo. Da allora, Perrone ha messo insieme 33 presenze, 1 gol e 3 assist, diventando il punto di riferimento della mediana lariana.

Le sue doti non si limitano al palleggio o alla regia: è un elemento chiave in fase di recupero, capace di pressare con intensità e leggere le linee di passaggio avversarie, trasformando rapidamente le azioni difensive in occasioni offensive. La sua visione di gioco e l’abilità nel posizionamento lo rendono essenziale, soprattutto in un sistema che richiede equilibrio tra fase di contenimento e costruzione.

Il sogno personale resta quello di tornare a vestire la maglia dell’Argentina. Già convocato più di una volta da Lionel Scaloni, la prima chiamnata addirittura nel marzo 2023 quando non aveva ancora compiuto 20 anni, Perrone è rimasto fuori dalle ultime liste per le qualificazioni mondiali. Tuttavia, il trend delle sue prestazioni lascia ben sperare. Se continuerà su questi livelli, la nuova chiamata dell’Albicelestepotrebbe non tardare ad arrivare.

Nel frattempo, il Como si gode un regista moderno e completo, capace di dettare i tempi e guidare il pressing, ma anche di inserirsi e incidere sulla trequarti. Il suo rendimento, in costante crescita, lo ha trasformato in un perno insostituibile per Fabregas, che ne esalta la lettura di gioco e la capacità di influenzare l’intero equilibrio della squadra.

Maximo Perrone non è più una promessa, ma una certezza, una delle colonne portanti del progetto Como e uno dei giovani profili più interessanti del campionato di Serie A. L’investimento effettuato dalla società lariana si conferma azzeccato, e il futuro del giocatore – e del Como – sembra scritto sotto il segno della continuità e dell’ambizione.

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