Como, gol da tutti: sette marcatori diversi per un attacco sempre più corale

Con dodici reti totali e tre contro il Verona, i lariani confermano la crescita offensiva. Douvikas, Posch e Vojvoda simboli di un gruppo sempre più completo e non dipendente da Nico Paz.

Il Como scopre la forza del collettivo anche in zona gol. Dopo la vittoria per 3-0 contro il Verona, i numeri raccontano una squadra capace di trovare soluzioni diverse e imprevedibili in attacco: sette marcatori differenti per un totale di dodici reti in campionato. Un dato che, come sottolineato da La Provincia, rappresenta una notizia eccellente per mister Fàbregas e conferma la crescita del progetto biancoblù.

Per la prima volta in Serie A in questa stagione, il Como è riuscito a realizzare tre gol in una singola partita, impresa finora riuscita soltanto in Coppa Italia contro il Sudtirol e il Sassuolo. Un segnale chiaro di maturità e fiducia, soprattutto considerando che ogni gol porta una firma diversa: Douvikas, Posch e Vojvoda, quest’ultimo entrato a gara in corso e subito decisivo.

La rete di Douvikas ha un valore particolare: il greco, già autore del primo gol stagionale del Como contro la Lazio, continua a dimostrare professionalità e carattere, accettando il ballottaggio con Morata e rispondendo con prestazioni concrete. Anche a Parma era stato lui a sfiorare il gol vittoria nel finale, segno di una crescente incisività sotto porta.

Posch, invece, ha confermato quanto la difesa del Como sappia contribuire alla fase offensiva. Pur partendo spesso dalla panchina, il difensore ha sfruttato la sua occasione, diventando il simbolo di un reparto arretrato capace di far male anche in avanti. La sua rete si aggiunge a quelle di Kempf, autore già di due centri stagionali: in totale, tre dei dodici gol del Como arrivano dai difensori, quasi un quarto del bottino complessivo, a testimonianza di un equilibrio tattico ben costruito.

Infine, Vojvoda si conferma jolly a tutta fascia: non un attaccante puro, ma un elemento duttile capace di inserirsi e concludere con efficacia. Il suo gol chiude il tris lariano e ribadisce l’importanza dei subentrati in un gruppo dove tutti riescono a incidere.

Un altro dato significativo riguarda Nico Paz, capocannoniere della squadra. Fino alla scorsa giornata, in otto delle nove reti precedenti, il suo contributo era stato diretto, come marcatore o come assistman. Contro il Verona, invece, i gol sono arrivati senza la sua partecipazione, dimostrando che il Como non è Paz-dipendente e che il gioco offensivo è sempre più condiviso.

Oltre alla crescita realizzativa, resta un altro aspetto incoraggiante: la difesa del Como è la seconda migliore del campionato, segno di un equilibrio che si traduce in risultati solidi. L’attacco si allarga, la retroguardia resta compatta: due facce della stessa identità che stanno rendendo i lariani una delle rivelazioni più interessanti della Serie A.

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