L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ospita un’interessante intervista a Graziano Cesari, ex arbitro e ora “moviolista” arbitrale in tv. Queste le sue parole più interessanti:
“Degli arbitri si ricordano soltanto gli errori. Non è giusto, ma questa è la legge. Se ai miei tempi ci fosse stato il VAR, l’avrei benedetto. Non dico che sia la panacea di tutti i mali, però un salvagente fondamentale e non se ne può più fare a meno. Noi eravamo in tre, arbitro e due assistenti, oggi sono una squadra tra campo e sala Var. I benefici veri li vedremo con la nuova generazione di arbitri: Zufferli, Marcenaro, Bonacina sono cresciuti con il Var. Detto questo, per fare l’arbitro servono coraggio, personalità e una buona dose di narcisismo. Il Var a chiamata mi intriga tanto, perché coinvolge tutti. Introdurrei il tempo effettivo tipo basket, non è ammissibile che certe partite abbiano una durata reale di 45 minuti. Leverei l’immunità per le braccia sul fuorigioco: le braccia servono per correre, sono attive”.


