Roberto Felleca, alla guida del Como nell’anno della promozione in Serie C nel 2019, è tornato allo stadio Sinigaglia per la prima volta da quella decisiva Como-Virtus Bergamo. La visita ha risvegliato ricordi vivissimi: «Mi sono sinceramente emozionato. Ho visto un mondo diverso, una cosa bellissima. E mi ha fatto piacere che molte persone mi abbiano riconosciuto e fermato», racconta ai microfoni de La Provincia.
Il ricordo della promozione e di un compagno speciale
Il pensiero dell’ex presidente è tornato subito a quel pomeriggio che sancì il ritorno tra i professionisti. «La mente è andata a Como-Virtus Bergamo: c’era Nino Balducci vicino a me, e so che purtroppo è mancato», dice con emozione.
Un legame personale e sportivo che Felleca descrive senza filtri: «Eravamo emozionati tutti e due, io non avevo trattenuto le lacrime. Era stata una cavalcata incerta e sofferta».
Il podio delle emozioni: Seregno, Mantova e un camper
Difficile scegliere un solo momento. «Il primo ricordo è quella partita a Seregno, quando agganciammo il 3-3 allo scadere con il gol di Gobbi». Poi la promozione e la gara contro il Mantova, con un Sinigaglia strapieno. Ma c’è anche un aneddoto più privato: «Quando dovevamo presentare la cifra per il ripescaggio, ero in camper in vacanza e riuscii a sbloccare i soldi dalla banca. Mi sembrava di aver centrato la promozione».
Una vicenda che però non si concluse come sperato: «Non venne accettato il denaro liquido. Nicastro non voleva mettere la fidejussione perché diceva che non eravamo pronti per la C. Io mi sarei tagliato un braccio per andarci. Pensavo di avercela fatta. Va beh, ce la facemmo l’anno dopo».
Il passaggio agli Hartono e la ricostruzione
Capitolo delicato, quello della cessione alla proprietà attuale. «Nicastro dice di aver trovato lui gli Hartono. In realtà affidammo la ricerca a una agenzia specializzata, a persone interessate a fare quel tipo di lavoro», chiarisce Felleca. Il ruolo del suo ex socio non viene però negato: «Poi, certo, gestì lui i rapporti e la fase del loro interessamento».
Oggi, guardando lo stadio pieno, Felleca rivendica una piccola parte di merito: «Mi sono sentito, anche se in minima parte, artefice di questa meraviglia. Ho contribuito a salvare il Como e a metterlo in buone mani. Spero che i comaschi me lo riconoscano».
Tra sorpresa e futuro
Il ritorno al Sinigaglia ha riservato anche qualche sorpresa: «Mi aspettavo uno stadio più rimodernato, è molto simile al nostro. Evidentemente sinora non ce ne sono state le condizioni».
Quanto al suo futuro nel calcio, Felleca non chiude nessuna porta: «Può darsi che torni. Aspetto l’occasione giusta, vorrei una piazza prestigiosa. Io e Corda abbiamo fatto bene anche a Foggia, sarebbe bello riprovarci».

