Come riportato dai colleghi de La Provincia, Noel Tornqvist si allena già da ieri con il Como. Il portiere classe 2001, acquistato la scorsa estate e lasciato momentaneamente in prestito in Svezia, ha raggiunto Mozzate in anticipo rispetto a quanto preventivato.
Concluso il campionato scandinavo da circa un mese, si è messo immediatamente a disposizione dello staff di Césc Fàbregas, pur potendo essere convocato solo a partire dal 2 gennaio. Una scelta che testimonia la volontà del ragazzo di integrarsi rapidamente nel nuovo ambiente.
Un profilo tutt’altro che ordinario
Tornqvist arriva in Italia con un percorso particolare alle spalle. Cresciuto nel Mjällby, club della città di Sölvesborg, ha contribuito a scrivere una pagina storica per la società giallonera. La squadra, mai oltre il quinto posto nella massima divisione svedese, si era presentata ai nastri di partenza dell’Allsvenskan con uno dei budget più bassi tra le 16 partecipanti e con previsioni mediatiche modeste.
Dalla decima giornata, però, la formazione allenata da Anders Torstensson ha preso il comando della classifica senza più mollare la presa, conquistando il 20 ottobre il primo titolo nazionale della propria storia grazie al successo esterno per 0-2 contro l’IFK Göteborg. La stagione si è chiusa con 75 punti, nuovo record assoluto del torneo, superando i precedenti primati di Malmö FF (2010) e AIK (2018), entrambi fermi a 67. Un traguardo che permette a Tornqvist di presentarsi in Italia da campione di Svezia in carica e da possibile futuro portiere della nazionale.
Stile inconfondibile e carattere deciso
Il 23enne è noto anche per la sua immagine particolare: scende in campo con un casco protettivo. Una decisione nata inizialmente per motivi medici, dopo alcuni impatti violenti nelle uscite, ma che nel tempo è diventata quasi un tratto distintivo. Alto 1,96, sicuro con i piedi e dotato di forte personalità, Tornqvist è famoso per le sue esultanze istintive dopo parate decisive — un atteggiamento che non è passato inosservato allo stesso Fàbregas.
Una fede che lo accompagna anche in campo
Un altro elemento che lo caratterizza è il legame profondo con la religione. Come spiegato in una recente intervista, il portiere vive la propria spiritualità in modo evidente, utilizzando il segno della croce come espressione della propria identità cristiana. Aderisce alla “Sailing Church”, una comunità religiosa che diffonde il messaggio cristiano navigando sulla barca “Elida”, il cui nome deriva dal greco e rimanda al “giuramento in Dio”. Una missione che Tornqvist considera una fonte di equilibrio tanto nella vita quanto nel calcio.
Le gerarchie tra i pali e il ruolo nel Como
Restano da capire, ora, le prospettive tra i pali del Como. Scalzare Butez non sarà semplice: l’attuale titolare sta offrendo prestazioni convincenti e gode della stima dello staff tecnico. Tuttavia, Fàbregas ha espresso il desiderio di avere un secondo portiere in grado di rappresentare una vera alternativa, puntando sulla concorrenza interna per mantenere alto il livello.
Il giovane Cavlina, ritenuto ancora troppo acerbo, richiedeva invece un percorso differente. L’arrivo di Tornqvist permette al Como di avere finalmente una scelta concreta e affidabile anche nel ruolo di estremo difensore.

