La prestazione arbitrale di Matteo Marchetti in Lecce-Como 0-3 non ha superato l’esame della critica, soprattutto secondo Il Corriere dello Sport. L’ultima direzione del 2025 per il fischietto romano, alla sua prima stagione da arbitro internazionale, viene descritta come una prova da dimenticare, segnata da scelte tecniche incoerenti e da un episodio chiave che ha indirizzato l’andamento del match.
L’episodio Ramadani e il mancato fischio
Al centro delle polemiche c’è il contatto tra Nico Paz e Ramadani, avvenuto nella zona di trequarti campo. Secondo il Corriere, al di là dell’interpretazione regolamentare sul braccio largo, l’errore non riguarda solo il singolo episodio. In una situazione simile, con contatto evidente e senza certezze assolute, un arbitro esperto tende sempre a interrompere il gioco.
Il mancato fischio ha permesso la prosecuzione dell’azione, culminata con il gol spettacolare di Nico Paz. Una rete che, pur tecnicamente pregevole, nasce da un’azione viziata e diventa così l’elemento che spacca la partita e accende la rabbia della panchina leccese, con l’espulsione di Di Francesco.
Un metro tecnico incoerente
A rafforzare la critica è il criterio di arbitraggio adottato nel corso della gara. Marchetti ha fischiato numerosi falli di lieve entità — ben 33 interruzioni complessive — lasciando però correre situazioni più dure, compreso il contatto su Ramadani.
Secondo il Corriere dello Sport, questa gestione contraddittoria finisce per penalizzare anche i giocatori corretti. Se l’obiettivo è limitare le simulazioni, la strada intrapresa viene definita sbagliata, perché a pagare sono anche coloro che non accentuano i contatti.
Il gol di Nico Paz da annullare
Entrando nel dettaglio tecnico, il quotidiano romano ritiene che la rete di Nico Paz fosse da annullare. Lo spagnolo del Como, vedendo arrivare Ramadani, allarga il braccio destro: non si tratta di una gomitata violenta né di una sbracciata plateale, ma di un extramovimento che provoca un danno.
Il colpo subito dal centrocampista del Lecce è visibile, sia dal movimento della testa sia dalla deformazione del volto al momento dell’impatto. Elementi che, secondo la ricostruzione, avrebbero dovuto essere rilevati anche dalla sala Var, con Camplone e Di Paolo impegnati al VOR.
Proteste in area e altri episodi
Nel corso del match il Lecce ha protestato anche per un contatto in area tra Diego Carlos e Pierotti. L’episodio non viene considerato da rigore, ma inserito in un contesto che rende le proteste comprensibili, soprattutto alla luce di alcuni fischi giudicati eccessivamente leggeri concessi in altre zone del campo.
Il fuorigioco di Douvikas
Corretta, invece, la decisione di annullare il gol di Douvikas, definito spettacolare ma irregolare. Sul cross di Da Cunha, Baturina — autore del passaggio decisivo — si trova di poco oltre la linea difensiva rispetto a Tiago Gabriel, rendendo inevitabile la segnalazione di fuorigioco.
I voti della stampa
Il Corriere dello Sport assegna a Marchetti un 4,5, lo stesso voto riservato all’operato del Var, sottolineando come non ci si possa nascondere dietro una rigida applicazione del protocollo.
Più morbido, ma comunque insufficiente, il giudizio de La Gazzetta dello Sport, che valuta la direzione con un 5,5. Anche la “rosea” concorda sull’annullamento mancato del gol di Nico Paz e segnala un eccesso di cartellini gialli nella ripresa.
In controtendenza La Provincia, che promuove Marchetti con un 6, sostenendo che la sbracciata di Nico Paz su Ramadani non sia da considerare fallo, pur ammettendo che nel calcio moderno episodi simili vengano spesso puniti.


