Adani: “Il Como è un modello di unione, Fabregas è un tecnico serio e umile”

Lele Adani elogia il lavoro di Cesc Fabregas al Como e critica le polemiche italiane: "L’Italia giudica troppo in fretta".

Prima dell’evento “Viva El Futbol” al Teatro Arcimboldi, Lele Adani ha avuto l’opportunità di parlare del Como e del suo allenatore Cesc Fabregas. Durante una conferenza stampa, ha confermato il giudizio che aveva già espresso un mese prima sempre ai colleghi de La Provincia, elogiando la società: “Il Como è una delle realtà più affascinanti nel panorama calcistico, una delle più ammirabili per la sua coesione e la capacità di unire le forze per un obiettivo comune”.

L’elogio a Fabregas

Adani ha poi parlato del lavoro di Fabregas, definendo l’allenatore del Como come una figura seria, preparata e umile. “Fabregas fa tutto con il massimo impegno, è davvero un professionista”, ha dichiarato. “Purtroppo, molti lo accusano di presunzione, ma questo è davvero assurdo“. Secondo Adani, Fabregas ha la fortuna di lavorare con un modello di club che cresce internamente, senza dover fare affidamento su modelli esterni. “Investono, ma lo fanno in modo intelligente. È un esempio da seguire per tutte le società“.

La critica alle polemiche italiane

Passando a un argomento più ampio, Adani ha espresso la sua delusione riguardo alla tendenza del calcio italiano a fare continuamente polemiche. “L’Italia non ha la pazienza di analizzare, ma giudica e scarta troppo in fretta. È una triste consuetudine quella di creare polemiche”, ha dichiarato.

Secondo lui, la cultura italiana si concentra più sul vincere alimentando polemiche, invece di dominare senza alcuna disputa. “Ciò che manca è una visione a lungo termine, siamo troppo concentrati sulle scorciatoie e sui rimproveri“, ha proseguito Adani, criticando l’approccio della comunicazione italiana verso il calcio.

Il campanilismo e la decrescita nel calcio nostrano

Nonostante le sue critiche, Adani ha riconosciuto il valore del campanilismo, ma ha sottolineato che è necessario un cambiamento nel modo in cui l’Italia affronta il calcio. “Accetto il campanilismo, ma non posso tollerare una decrescita mentre il tempo passa“, ha detto. “Questo atteggiamento ormai è diventato una moda, e la responsabilità di questa situazione ricade molto sulla comunicazione e sull’informazione calcistica“.

Nico Paz e il futuro del calcio italiano

Un altro tema affrontato durante l’incontro è stato il talento di Nico Paz, fantasista nazionale dell’Argentina. “Di Cassano ce n’è uno”, ha scherzato Adani, riferendosi al talento del giovane giocatore argentino, “è molto forte e destinato a giocare in un grande club, ma non in Italia”. Secondo Adani, l’unica squadra in grado di offrirgli il giusto ambiente sarebbe l‘Inter, ma anche lì il giovane non avrebbe la libertà che il calcio moderno richiede. “Il calcio italiano è dietro a quello norvegese”, ha aggiunto, criticando la mentalità ancora troppo legata al catenaccio e alla difesa.

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