Ospite di Esport Como, il sindaco Alessandro Rapinese si è mostrato felice del rendimento della squadra. L’ha definito un sogno e ha spiegato: “Saremmo dei cretini ad associare questo sogno solo alla qualificazione in Champions. Non banalizziamo lo spettacolo che stiamo vedendo“. Un sogno celebrato anche da “mister Esport”, Mario Camagni, che allo stadio ha esposto un cartello artigianale con la classifica, diventato poi virale sui social.
Ovviamente ampio spazio è stato dedicato al tema stadio, che necessita di lavori per ospitare gare europee: “Chi è quel cretino che vorrebbe perdere l’opportunità di sentire la musichetta della Champions a Como? Faremo di tutto e di più. Suwarso è una persona seria e noi lo aiuteremo fino in fondo. Ci siamo mossi per tempo: per la sostituzione della curva servirà il permesso della Soprintendenza e abbiamo cercato di capire quali possano essere i parametri. Non mi preoccupa molto. Eventuali ricorsi al Tar? C’è gente che per natura cerca di rovinare la felicità degli altri, ma non temiamo nulla. Dobbiamo fare tutte le procedure corrette per essere dalla parte della ragione e stiamo spendendo tanti soldi per avvalerci dei migliori professionisti“. Ci saranno anche da aggiungere parcheggi VIP, ma il sindaco la considera “l’ultima delle mie preoccupazioni“.
C’è poi la prospettiva di ristrutturazione completa, che il primo cittadino definisce “un discorso diverso ma appena ci danno il piano economico finanziario, per me è sì. Capienza? Abbiamo sempre parlato di 15.000. Sarebbe bello averne 30.000 ma deve essere sostenibile, attenzione a esagerare…” Infine, una chicca: “Devo ringraziare l’ex questore Calì. Perché se tutto finora è andato bene in città nei giorni delle partite è merito della maturità della tifoseria, ma anche del prefetto Conforto Galli e dell’ex questore. Ricordo una notte con Calì alle 2 sotto la pioggia a cercare di capire come inanellare i pullman nella parte destra dei giardini, altrimenti non avremmo ricevuto le autorizzazioni. Quale questore sta in piedi la notte per cercare una soluzione? E poi ci sono i dipendenti del Comune di Como. I soldi non bastano“.



