Cesc Fabregas ha ricevuto qualche critica – e ha fatto lui stesso autocritica – per il modo in cui ha gestito i 90 minuti sul campo del Feyenoord.
La premessa fondamentale
Se l’appuntamento olandese fosse stato l’ultimo della stagione, il tecnico catalano sarebbe da mettere dietro alla lavagna. Ma a Rotterdam abbiamo giocato la seconda giornata su otto di un girone iniziato con una vittoria. Era forse la serata ideale per mettere qualcuno alla prova. Ottenendo sette/otto punti nelle prossime sei partite, questa sconfitta potrebbe diventare ininfluente. Mentre i punti persi in campionato sono persi, andati: stop. E la Serie A ha la priorità. Ogni scelta, ogni piccolo esperimento è da inquadrare alla luce di questo.
La formazione iniziale
Se il Feyenoord puntava tantissimo sulle fasce, con frequenti cambi di gioco, il Como aveva preparato la partita affidandosi al lancio lungo per Diao (soprattutto), che scattava alle spalle di una difesa non rapidissima. Del resto, visti i problemi di Kean, prima o poi bisognava sperimentare una soluzione alternativa davanti. E ha funzionato. Diao ha segnato proprio così. Se non si fosse fatto male, magari avremmo anche portato a casa punti.
Valle+Kaiki sulla fascia sinistra? Non benissimo, ma concettualmente aveva senso visto che la catena di destra del Feyenoord è di altissimo livello. Con un’ala più offensiva sarebbe andata meglio? Mah…
La coppia Milla-Perrone? Non è la meglio assortita, ma Da Cunha aveva bisogno di un turno di riposo.
Sanchez al posto di Butez? Se è vero che il campionato ha la priorità, l’occasione giusta in cui fare il crash test al n°12 era quella di ieri. Ora il mister avrà un’idea più precisa del suo livello attuale.
Il cambio Diao-Rodriguez
Dobbiamo continuare sul discorso espresso sopra. E’ evidente che al posto di Diao sarebbe servito Douvikas, bravissimo ad attaccare la profondità. Rodriguez non è il brocco che qualcuno descrive (2 gol e 8 assist l’anno scorso…) ma non ha quella caratteristica nelle corde. Liberali ancora meno. Ma visto che ieri non era decisiva, Fabregas ha preferito concedere un’importante tappa di crescita a Jesus: un’ora di gioco in una caldissima trasferta europea. Lui ha sfruttato male la chance: pazienza. Il mister l’ha testato e ora potrà schierare Tasos titolare a Firenze, contro il Manchester United e forse pure col Sassuolo. Il tutto senza che la situazione in Champions sia minimamente compromessa…



Sulla valutazione delle scelte di uomini e tattica di Fabregas, non sono d’accordo su una scelta oculata del mister. Già con la partita Como-Roma, quando i ns. hanno giocato per quasi tutto il 2° tempo in 11 contro 10, non ha saputo vivacizzare la manovra. Anzi. Primo errore, nato da una convinzione a prescindere: far giocare Nico Paz comunque, anche dopo la trasferta in Argentina, molto dispendiosa, addirittura per quasi tutta la partita con la Roma e inventarlo “falso 9”, con il Feyenord. Secondo errore: già nella partita con la Roma Douvikas ha avuto dai compagni solo due palloni, entrambi… Leggi il resto »
Effettivamente a freddo hai fatto una disamina impeccabile. Bravo!.