Il dito e l’orologio: due esultanze non banali

Attraverso il modo in cui hanno scelto di celebrare i loro gol, Paz e Cutrone hanno voluto dirci qualcosa...

Quella col Lecce non era una partita come le altre. L’aveva detto anche Fabregas: bisognava vincere a tutti i costi, quasi come se fosse una finale. Il Como l’ha fatto, dominando e creando occasioni a ripetizione. L’ha fatto nonostante nel primo tempo la palla sembrava non volesse oltrepassare la linea di porta presidiata da Falcone. E le esultanze dei due marcatori hanno rispecchiato l’eccezionalitĆ  della serata.

Dopo averla sbloccata con un tiro preciso che ha baciato il secondo palo infilandosi in rete, Nico Paz ha celebrato il momento come vedete nella foto di copertina (tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Como 1907). Dito indice rivolto verso il basso. Nel postpartita nessuno gli ha chiesto il significato, ma il messaggio sembra chiaro: “Ogni giorno escono voci di mercato su di me, ma io ora sono QUI, sto bene QUI, resto QUI e sono concentrato su quello che va fatto QUI. E con la testa sono sempre QUI, anche dopo un rigore sbagliato”.

Una mezz’oretta più tardi ĆØ arrivato il sigillo di Cutrone. Nel postpartita Patrick ha detto che non sentiva l’astinenza da gol. SarĆ . Intanto nel momento dell’esultanza ha sentito il bisogno di mimare un orologio. Come a dire: “E’ arrivato in ritardo, lo aspettavo da troppo. Ero tranquillo, prima o poi il gol arriva, ma insomma, era ora!”

E che bello per noi appassionati poter capire i sentimenti dei nostri beniamini attraverso le esultanze!

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