Chissà quanti di noi hanno fatto cose stupide nel proprio passato. Ne ha fatta una davvero stupidissima Massimiliano Ferrigno, e i tifosi del Como se la ricordano bene. Como-Modena, 19 novembre 2000, Serie C1, finale di partita agitato e l’allora capitano del Como tirò un pugno all’avversario Francesco Bertolotti (col quale era stato compagno di squadra in precedenza). Quest’ultimo cadde a terra, batté la testa sul cemento, finì in coma, si salvò ma non poté più giocare a calcio. Ne seguirono sviluppi legali e una lunga squalifica sportiva. Oggi Ferrigno è tornato a parlare dell’episodio alla Gazzetta dello Sport: “Ho sbagliato, ho condizionato l’esistenza di Bertolotti e dei suoi figli. Ero giovane, immaturo e impulsivo, non c’è giustificazione per quello che ho fatto. Quel gesto lo porto dentro di me ogni giorno. All’epoca cercai di contattare lui e la sua famiglia, ma nulla in quel momento avrebbe lenito le loro sofferenze. Purtroppo non posso tornare indietro e non so neanche cosa potrebbe spingere Francesco a perdonarmi. L’unica cosa che posso dirgli è uno ‘SCUSAMI’ a lettere cubitali. Deve però decidere lui se concedermi o meno un incontro. Se lo vorrà, ci sarò“.
(ringraziamo Il Museo del Como per la foto di copertina)
Ferrigno racconta poi com’è proseguita la sua carriera e la sua vita in generale: “Ritornai nel 2004 col Como perché me lo chiese Preziosi, che in quei mesi aveva comprato il Genoa. Voleva portarmi in rossoblu, preferii il Perugia in B, però mi si era spento tutto dentro, non riuscivo più a stare in campo e smisi“. Poi ha iniziato un percorso professionale nel settore marketing (“una transizione che richiede tempo“, ha detto), prima con l’attuale AD del Sassuolo Carnevali e poi all’Udinese (“Pozzo mi ha voluto bene come a un figlio“). Ora cura il marketing del Treviso Basket (“nella pallacanestro i diritti tv rendono praticamente zero e dal mercato non arriva quasi nulla, tutto si regge su sponsor e pubblico“) e ha un’azienda di materiale sportivo, la HS Sportswear, che ha anche fatto da sponsor tecnico al Como nelle due stagioni di D con Nicastro e Felleca.

