Se una squadra quarta in classifica prende un centrocampista a gennaio, lo schiera sempre titolare e da lì in poi riesce ad arrivare fino al primo posto finale, voi quel centrocampista come lo definite? Fondamentale? Giusto. Questo fu Fabio Gallo per il Como 2001/2002, un fondamentale uomo-promozione. Sicuramente non appariscente come Lulù Oliveira, ma cardinale nell’economia della squadra. Interdizione, regia e carisma. In quel girone di ritorno fecero panchina spesso e volentieri Ardito, Corrent, a volte anche Music. Ma lui no. Lui, Allegretti e Pedone erano praticamente insostituibili nel centrocampo a quattro che proteggeva la difesa e contemporaneamente esaltava il tandem Taldo-Oliveira. Ciononostante non fu riconfermato in Serie A. Ma il suo cammino si è incrociato nuovamente col Como nel 2016, quando Porro lo scelse come nuovo allenatore nonostante la scarsa esperienza in prima squadra. Stagione difficilissima a livello societario che poi portò al fallimento, ma positiva in campo con la qualificazione ai playoff. Insomma, Gallo ha lasciato ottimi ricordi in entrambi i ruoli.
E quando si pensa a Como-Atalanta lui è uno dei primi che viene in mente. Perché da giocatore arrivò a Como pochi mesi dopo aver chiuso una lunghissima parentesi in maglia nerazzurra. E anche da allenatore ha iniziato a Zingonia, nelle giovanili, qualche anno prima di sedersi sulla panchina biancoblu. Tra l’altro oggi il mister guida la Virtus Entella e sta andando benissimo: è capolista nel girone B di Serie C davanti a squadre molto quotate come Ternana, Pescara e Torres. Ma sulle sue qualità i tifosi comaschi non hanno dubbi. Anzi, forse ci saremmo aspettati di vederlo stabilmente su palcoscenici più importanti, ma chissà che ciò non possa accadere nel prossimo futuro. Avremmo voluto intervistarlo in qualità di doppio ex, ma purtroppo il club chiavarese è restio a concedere questo tipo di interviste. Ad ogni modo il mister vuole ancora molto bene alla piazza di Como.

