Albiero: “Quel Como avrebbe vinto la Coppa Italia, oggi la storia è diversa”

L'ex libero del Como rivive la storica semifinale del 1986 e analizza l'attuale situazione della squadra in vista della sfida con l'Inter.

In vista della semifinale di Coppa Italia tra il Como e l’Inter, l’ex calciatore Massimo Albiero, uno dei protagonisti del grande Como degli anni ’80, è stato intervistato dai colleghi de La Provincia.

Albiero, che ha giocato nel Como dal 1983 al 1989, ha vissuto il periodo più glorioso della storia del club, con una promozione in Serie A e cinque stagioni nella massima serie. Il 1986, in particolare, è un anno che il tifoso del Como non dimentica, con la semifinale di Coppa Italia contro la Sampdoria.

Un’opportunità persa

Albiero ha ricordato con nostalgia quella storica semifinale: “Se avessimo vinto quella partita, oggi saremmo stati più tranquilli“, ha dichiarato. “Quella fu senza dubbio la cima più alta della nostra carriera a Como, la stagione della promozione in A e degli anni più belli del club“, ha aggiunto, con un velo di rimpianto per l’occasione mancata.

La partita che avrebbe potuto cambiare tutto

Ripensando a quella storica sfida, Albiero ha rivissuto il momento in cui il Como sembrava a un passo dalla finale. “Eravamo in un periodo straordinario, avevamo appena battuto la Roma all’ultima di campionato. Mi ricordo bene di aver dato un assist per il gol di Corneliusson”, ha raccontato. “Se non fosse stato per quell’accendino che colpì Redini, non solo saremmo andati in finale, ma avremmo vinto la Coppa Italia“, ha detto, riferendosi all’incidente che causò la sospensione della partita.

Il gol e il rigore che cambiarono la partita

Albiero ha ricordato il momento del gol del 2-1, che sembrava aver indirizzato la partita dalla parte del Como: “Era il più bel gol della mia carriera, una lunga corsa e un gran tiro“, ha detto, ma il destino volle che il Como fosse penalizzato da un rigore discutibile a favore della Sampdoria. “Quel rigore di Lorenzo fu una decisione vergognosa“, ha dichiarato Albiero. “La partita fu sospesa, e con quel gesto l’arbitro ha scritto la fine della nostra avventura“, ha aggiunto.

Il ricordo di Rino Marchesi

Nel corso dell’intervista, Albiero ha ricordato anche Rino Marchesi, l’allenatore del Como in quegli anni, recentemente scomparso. “Era un gran signore, capace di motivare i giocatori e farli sentire forti. Sapeva come responsabilizzarci e farci credere nelle nostre potenzialità“, ha detto l’ex difensore, ricordando con affetto l’allenatore che aveva saputo guidare la squadra verso traguardi importanti.

Il calcio di allora e quello di oggi

Oggi il Como è una squadra diversa, con risorse economiche superiori rispetto a quelle di un tempo. Albiero ha spiegato: “Negli anni ’80 la nostra forza era la valorizzazione dei giovani talenti, spesso auto-finanziandoci tramite la vendita dei giocatori. Ora c’è una disponibilità economica maggiore, e la squadra gioca un calcio bello e entusiasmante“, ha detto, ma ha anche aggiunto che ci sono differenze significative tra i due periodi. “Con noi in difesa non avremmo mai preso quel gol contro il Napoli in Coppa Italia“, ha concluso, sottolineando la solidità tattica che caratterizzava il Como di quegli anni.

Il paragone con la Sampdoria di oggi

Infine, Albiero ha fatto un parallelismo tra l’attuale Como e la Sampdoria che affrontarono nel 1986: “C’è una somiglianza tra le due squadre, ma sono due realtà difficilmente paragonabili. Noi avevamo un’identità e una solidità che oggi la squadra azzurra sta cercando di ricostruire”, ha affermato, augurando al Como il meglio per il futuro.

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16 giorni fa

D’accordissimo…..!!!!!

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