Un esordio anonimo in un Como-Caronnese del 2018 ha segnato l’inizio della favola di Alessandro Gabrielloni in maglia biancoblù. Da quella partita di inizio febbraio, giocata al Sinigaglia sotto la guida di Antonio Andreucci, è cominciata una delle storie più intense del calcio lariano moderno. L’attaccante, allora 23enne, arrivava dal Bisceglie a parametro zero e non aveva ancora trovato il gol nella prima parte della stagione.
Scelto da Ninni Corda, Gabrielloni entrò in campo dalla panchina e, in poco tempo, si prese il Como. Nel giro di due settimane conquistò la maglia da titolare e a fine mese realizzò i suoi primi gol con una doppietta a Chieri, in una vittoria per 1-3. Ne seguirono altri otto entro la fine del campionato, per un totale di dieci, purtroppo inutili per la promozione. Ma il suo posto nell’attacco azzurro era ormai consolidato. Inizia così il racconto odierno dei colleghi de La Provincia che ripercorre le tappe di “Gabri-Gol” in maglia lariana.
L’anno successivo, sotto la guida di Marco Banchini, furono dodici le reti stagionali, compresa quella nella vittoria decisiva contro la Virtus Bergamo che sancì la promozione in Serie C. Fu l’inizio di un nuovo capitolo. Al fianco di compagni come Bellemo, Solini, Iovine e Facchin, Gabrielloni continuò a scrivere la propria storia: segnò già alla prima giornata contro la Pergolettese e chiuse la stagione con dieci gol.
Quella stagione, però, fu interrotta dalla pandemia, durante la quale raggiunse anche un traguardo personale: la laurea in economia. Il campionato successivo (2020-21) fu segnato da un’epidemia di Covid nella rosa e da un cambio in panchina: arrivò Giacomo Gattuso, altra figura simbolo del club. Gabrielloni, ancora una volta protagonista, siglò la doppietta decisiva nella sfida all’Alessandria che regalò la promozione in Serie B.
Il salto nella cadetteria segnò una nuova fase della sua carriera, con meno spazio e maggiore concorrenza. Il primo gol in Serie B arrivò a dicembre, ma l’attaccante non abbandonò mai la maglia azzurra, nonostante le offerte. Anche nella stagione successiva, con l’arrivo di Moreno Longo, partì spesso dalla panchina ma riuscì comunque a segnare quattro gol. La svolta giunse con l’arrivo di Cesc Fabregas, che da novembre lo rese titolare fisso.
Gabrielloni rispose subito: al debutto del tecnico spagnolo firmò una rete contro la Feralpisalò. Ne segnò altri otto, chiudendo la stagione con nove gol e un contributo fondamentale alla storica promozione in Serie A. Ma il momento più iconico con il gol alla Roma che lo consacrò nella leggenda del Como e lo fece entrare nella storia del calcio italiano.
Sessantacinque le reti complessive realizzate con il Como, segnate in ogni categoria dalla Serie D alla Serie A. Un percorso che lo ha visto crescere e maturare insieme alla squadra, portandolo a diventare una delle figure più amate e rappresentative del club. Il suo addio, con il passaggio in prestito alla Juve Stabia, lascia un’eredità difficile da raccogliere. Ma i numeri, le emozioni e i ricordi resteranno scolpiti nella memoria dei tifosi.

