Alex Valle, giovane promessa emersa dal settore giovanile del Barcellona e oggi difensore del Como, ha condiviso alcuni frammenti significativi della sua esperienza calcistica durante un’intervista diffusa dai canali ufficiali del club lombardo. Il giocatore si è aperto in un dialogo informale condotto dal compagno di squadra Ivan Azon, toccando temi che vanno dalle sfide più impegnative ai riti pre-partita, fino al sogno incompiuto di una connessione più profonda con un suo idolo d’infanzia.
Dembele e Leao, gli avversari più difficili
“Sulla fascia ce ne sono tanti tosti, ma Dembele e Leao sono i principali”, ha dichiarato Valle quando Azon gli ha chiesto quali fossero stati i rivali più ostici incontrati in carriera. L’esterno del Como ha ricordato gli anni in cui si allenava regolarmente con Ousmane Dembele durante la sua militanza nel Barcellona, sottolineando il livello altissimo delle sessioni con il fuoriclasse francese. Ma non solo: anche Rafael Leao, ala offensiva del Milan, è entrato nella lista dei più difficili da marcare, per velocità, tecnica e imprevedibilità.
Il rimpianto: non aver conosciuto meglio Jordi Alba
Valle ha anche condiviso un pensiero personale su chi avrebbe voluto conoscere meglio a livello umano. “Mi sarebbe piaciuto trascorrere più tempo con Jordi Alba. Era il mio idolo da bambino, lo guardavo con entusiasmo”, ha confidato. Sebbene i due si siano incrociati più volte durante le convocazioni in prima squadra e si siano allenati insieme per oltre dieci sessioni, il legame è rimasto superficiale. “Ci siamo scambiati poche parole, ma non scorderò mai quei momenti”, ha aggiunto il difensore, lasciando trasparire un velo di emozione.
La scaramanzia come bussola: i rituali di Valle
Un altro tema emerso nell’intervista è il forte legame del calciatore con la scaramanzia, soprattutto nei giorni di gara. Valle ha raccontato di avere una vera e propria liturgia personale da seguire. Dalla colazione del mattino all’ingresso in campo, ogni dettaglio ha un significato. “Tocco l’erba, bacio il polso, entro in campo col piede giusto… ho un sacco di rituali”, ha detto, sottolineando come questi gesti assumano un valore ancor più determinante dopo una vittoria: “Se vinciamo, ripenso a tutto ciò che ho fatto e cerco di ripeterlo”.



