Alla scoperta di Jayden Addai: il match winner del “Franchi” di Firenze

L’ex talento dell’AZ firma la vittoria contro la Fiorentina al 94’: “Qui voglio diventare il giocatore che sogno di essere”

Una fiammata al 94’ per scrivere il suo nome nella nuova pagina del Como targato Fabregas. Jayden Addai, esterno d’attacco olandese classe 2004, ha deciso con un gol nei minuti di recupero la sfida del “Franchi” contro la Fiorentina, regalando ai lariani una vittoria che vale più dei tre punti: è un segnale forte, è la conferma che il progetto sta prendendo forma, è l’inizio di una storia personale che promette scintille.

Solo qualche mese fa, in un’intervista concessa al quotidiano La Provincia, Addai dichiarava: “Qui a Como voglio diventare il giocatore che sogno di essere”. E, per essere all’inizio, la strada intrapresa è quella giusta. Altro che sorpresa: la società ha investito su di lui con convinzione, puntando forte su un talento che aveva già dato prova del suo potenziale nella Como Cup estiva, dove era stato eletto MVP nella finale contro l’Ajax.

Dall’AZ al Como, con ambizione

La carriera di Addai parla di un ragazzo che a soli 20 anni ha già calcato palcoscenici europei di alto livello, brillando nella Youth League 2023 con la maglia dell’AZ Alkmaar. In quella edizione, fu protagonista assoluto: 5-0 in finale contro l’Hajduk Spalato e successi contro Barcellona e Real Madrid nelle fasi precedenti.

Dopo l’exploit europeo, è arrivato il salto nei professionisti, ma un infortunio ha rallentato il suo impatto in Eredivisie, dove ha collezionato 17 presenze e un solo gol. Tuttavia, il Como ha creduto nel suo talento, investendo 14 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza e inserirlo in un progetto ambizioso.

L’uomo giusto al momento giusto

Contro la Fiorentina è bastato un lampo, un’accelerazione improvvisa, per cambiare la storia della partita e forse anche la percezione attorno al suo nome. Velocità, dribbling, personalità e coraggio nell’uno contro uno: qualità rare in un giocatore così giovane. Proprio da queste basi nasce la riflessione di Fabregas, che nel post-partita ha spiegato: “Addai voleva segnare il terzo gol e per questo abbiamo rischiato il pareggio. Dzeko al suo posto avrebbe preso fallo o guadagnato un corner. Ma cosa gli dico, di non provarci?”

Un’uscita che dice molto sul tipo di calcio che il tecnico spagnolo vuole costruire e sulla fiducia nei giovani. Addai non solo rappresenta il futuro, ma è già un punto fermo per l’attacco lariano, soprattutto in un contesto in cui la squadra fatica a chiudere le partite e gestire i vantaggi: lo scorso anno il Como ha perso oltre 20 punti da situazioni di vantaggio, pagando l’assenza di incisività nei momenti chiave.

Un’estate per costruire, ora tocca a lui accendere la scintilla

La strategia della società è chiara: costruire la squadra sugli esterni. L’arrivo di Addai, insieme a quelli di Jesus Rodriguez, Kuhn, Diao e Vojvoda, va in questa direzione. Giocatori in grado di creare superiorità numerica, offrire soluzioni nelle ripartenze e aiutare in fase di transizione. Perfetti per un calcio dinamico e moderno.

In questo contesto, la cessione di un profilo importante come Strefezza diventa più digeribile. Perché Addai rappresenta il presente e il futuro del Como. Con una fiammata ha acceso i riflettori su di sé, ma ora il compito sarà tenere vivo il fuoco per far divampare un incendio.

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