“Il Como ha stracciato e mortificato l’Inter”. Nonostante il suo gioco spettacolare, Fabregas non si ĆØ ancora guadagnato un titolo cosƬ sulla Gazzetta. Che invece si meritò il Como della stagione 1975-76: tornata in A dopo oltre 20 anni – e qui una similitudine col presente c’ĆØ – la mattina del 16 novembre la squadra allenata da Cancian era ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale. Proprio nessuno si aspettava che quel successo sarebbe arrivato contro l’Inter di Facchetti, Boninsegna, Oriali e Mazzola. E invece quel giorno, sul campo bagnato del Sinigaglia, non ci fu storia. Primo tempo a reti bianche, ripresa a senso unico: due gol dell’esperto attaccante Cappellini inframezzati dal centro di Melgrati. 3-0 e tifosi nerazzurri talmente infuriati da colpire con un sasso il guardalinee.
Era un altro calcio. Campionato a 16 squadre, due punti per vittoria, tutto molto più “pane e salame”. Eppure anche allora c’erano gli squadroni e le squadrette, i campioni e i mestieranti. Quel Como non era uno squadrone, infatti a fine stagione tornò in B sfiorando soltanto la salvezza, ma si regalò alcune soddisfazioni mica da ridere: i due pareggi con la Juve, il 2-2 a San Siro col Milan e soprattutto questo successo. Che diede un assaggio di quanto il club lariano sarebbe riuscito a fare qualche anno più tardi, tra il 1980 e il 1989.
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