La Provincia lo definì senza mezzi termini: “Scippo”. La Gazzetta fu più diplomatica: “Maradona inventa un rigore per tenere in piedi il Napoli”. Il succo però non cambia: il 5 gennaio 1986 rimarrà per sempre nella mente dei tifosi lariani come la partita della furbata di Maradona. Il Como di Marchesi imbrigliò il Napoli di Bianchi, anche grazie a un Pibe de oro non in grande serata, e andò persino in vantaggio grazie a un autogol di Renica (ma con le regole di oggi parleremmo di un gol di Borgonovo). E a quel punto, sull’1-0 nel corso del secondo tempo, iniziò il pasticcio dell’arbitro Romeo Paparesta: prima un rigore netto non dato a Dirceu che poteva valere il raddoppio, poi dall’altra parte un contatto molto sospetto nella nostra area su Bagni. Ma all’82° il fattaccio: Maradona salta tre uomini, entra in area, si allunga un po’ troppo la palla e pensa bene di trascinare il piede destro, ingannando l’arbitro. Nessun contatto con Bruno, tiro dagli undici metri, gol e 1-1 finale. Già l’anno prima al Sinigaglia il Napoli aveva goduto di un rigore piuttosto generoso, curiosamente sempre arbitrato da Paparesta. E nulla, a quel tempo anche il più grande giocatore di sempre doveva inventarsi di tutto per vincere a Como.
Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook “soloanni80 il calcio piu’ bello del mondo”
RIVEDI QUI IL VIDEO DELLA PARTITA E LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI


Me lo ricordo benissimo ancora oggi…se non sbaglio 2 rigori in due stagioni consecutive
Il Var oggi aiuta, certo a volte crea certi tempi morti, poi il protocollo….le tolleranze ecc… Andrà affinato
Me lo ricordo come fosse ieri… Nessuno che lo tocca. E Maradona che cade come colpito da un cecchino… Mai stimato. Neanche un po’.
Il nostro vero numero 10 era Gianfranco Matteoli. Idolo e soprattutto di una serietà ed onestà infinita.
Paparesta da Bari .. due rigori inventati in due anni
Già……inventato……..