Ardito avverte Fabregas: «Le pressioni aumentano». Su Kean pesa lo scetticismo della piazza

Andrea Ardito sul Como di Fabregas e sulla Fiorentina: analisi delle pressioni sull’allenatore, delle difficoltà di Nico Paz e dello scetticismo nei confronti di Moise Kean

Il Como sta attraversando una fase di crescita che porta con sé aspettative sempre più elevate. A sottolinearlo è Andrea Ardito, ex calciatore e allenatore delle giovanili del club lombardo, intervenuto alla trasmissione «Chi si compra?» in onda su Radio FirenzeViola. Nel suo intervento, Ardito ha analizzato il percorso della società, il momento della squadra allenata da Cesc Fabregas e le prospettive in vista dell’imminente confronto con la Fiorentina.

«Questo è un nuovo inizio per il Como, ogni anno è una novità perché questo club cresce sempre», ha dichiarato Ardito, evidenziando come l’evoluzione della società rappresenti un elemento costante. L’ex allenatore delle giovanili ha tuttavia osservato un rendimento al di sotto delle aspettative nella prima parte della stagione, fatta eccezione per le partite contro Lipsia e Napoli.

Secondo Ardito, una parte delle difficoltà è legata anche alla necessità di gestire gli impegni della Champions League, una competizione che richiede energie non soltanto fisiche, ma anche psicologiche ed emotive. Un percorso di adattamento che la squadra deve ancora completare, mentre cresce l’attenzione nei confronti dei risultati.

Fabregas, aumentano le pressioni sul tecnico del Como

Uno dei temi centrali dell’analisi riguarda la posizione di Césc Fàbregas e le aspettative che accompagnano il suo lavoro. Ardito ritiene che il tecnico si trovi a gestire una pressione crescente, alimentata dalla rapidità con cui il Como ha scalato le categorie e raggiunto il palcoscenico europeo.

«Ma è normale, c’è la Champions che è un impegno fisico, psicologico ed emotivo che devono imparare a gestire», ha spiegato l’ex calciatore, riferendosi alle difficoltà incontrate dalla squadra in questa fase della stagione. Ardito ha raccontato anche un episodio personale per descrivere quanto l’attenzione nei confronti del club sia aumentata. «Però posso dire che adesso a Como c’è pressione: prima ero sotto casa e un autista di un pullman mi ha riconosciuto e mi ha iniziato subito a fare domande sulla gestione di Fabregas», ha raccontato.

Una situazione che, a suo giudizio, riflette una dinamica diffusa nel calcio contemporaneo: la richiesta di risultati immediati, anche quando una società sta vivendo una fase di sviluppo particolarmente significativa. «Purtroppo è così dappertutto, si vuole tutto e subito e le pressioni aumentano. Va tutto a velocità ultrasonica, qui si discute un allenatore che ti ha portato in tre anni dalla B alla Champions», ha sottolineato Andrea Ardito, richiamando l’attenzione sui progressi compiuti dal club sotto la guida di Fabregas.

Fabregas cresce anche nella comunicazione

Nel giudizio di Ardito, l’evoluzione dell’allenatore non riguarda soltanto gli aspetti tattici e tecnici, ma anche il modo di comunicare con l’ambiente e di affrontare i momenti negativi.

«Anche dal punto di vista comunicativo Fabregas sta crescendo, l’altra sera dopo la sconfitta in Olanda ha riconosciuto qualche errore che ha fatto», ha osservato l’ex allenatore delle giovanili del Como. Il riconoscimento degli errori viene quindi interpretato come un segnale di maturazione, utile per affrontare una fase nella quale la squadra deve ritrovare continuità e imparare a gestire le difficoltà legate al calendario europeo.

Nico Paz fatica da prima punta, ma il talento resta intatto

Tra i giocatori analizzati da Andrea Ardito c’è anche Nico Paz, elemento di qualità che, secondo l’ex calciatore, sta incontrando difficoltà nell’interpretazione del ruolo di prima punta. «Nico Paz non sta riuscendo ad esprimersi da prima punta, anche l’altra sera a Rotterdam ha fatto fatica», ha dichiarato Ardito, facendo riferimento alla recente partita disputata in Olanda.

La crescente attenzione degli avversari rappresenta un ulteriore ostacolo. Le squadre conoscono ormai meglio le caratteristiche del giocatore e adottano accorgimenti specifici per limitarne l’influenza sulla partita. «Ovvio che adesso lo conoscono tutti e tutti prendono le giuste precauzioni per limitarlo. Ma a livello di atteggiamenti è perfetto, poi tecnicamente è speciale e quello non si perde», ha aggiunto Ardito.

Il giudizio resta dunque positivo sul valore tecnico e sull’atteggiamento di Nico Paz, mentre le difficoltà attuali vengono ricondotte anche alle contromisure predisposte dagli avversari e alla necessità di trovare la collocazione più efficace in campo.

Fiorentina-Como, una sfida che può mettere alla prova i lombardi

L’attenzione si sposta quindi sulla partita contro la Fiorentina, appuntamento importante per valutare la capacità del Como di lasciarsi alle spalle i risultati recenti e ritrovare il proprio rendimento.

Ardito ha ricordato come, nella stagione precedente, la squadra viola allenata da Paolo Vanoli fosse riuscita a mettere in difficoltà i lombardi più di altre avversarie. A suo giudizio, anche la maggiore qualità della formazione viola in questa stagione potrebbe rappresentare un fattore da considerare.

«In vista della gara di domenica contro la Fiorentina dico che l’anno scorso la squadra di Paolo Vanoli è riuscita a mettere in difficoltà il Como, forse è quella che l’ha messo più in difficoltà. E poi quest’anno la squadra ha più qualità», ha spiegato.

La partita potrebbe quindi rivelarsi impegnativa per la formazione di Fabregas, chiamata a ritrovare equilibrio e brillantezza dopo un periodo meno convincente. Ardito, tuttavia, individua proprio nella capacità del Como di recuperare energie e voltare pagina il possibile elemento decisivo. «Ma dipende tutto dal Como: se riesce a recuperare energie e archiviare i recenti risultati diventa dura per tutte affrontarli», ha concluso sul confronto con la squadra viola.

Moise Kean, Ardito: «Dipende tanto da lui»

Nel corso dell’intervista, Andrea Ardito ha affrontato anche il tema Moise Kean, attaccante che il Como ha prelevato proprio dalla Fiorentina nelle ultime battute del mercato estivo dei trasferimenti sul quale, secondo la sua analisi, pesa un certo scetticismo da parte della tifoseria.

L’ex calciatore ritiene che il giocatore disponga delle opportunità necessarie per esprimersi, ma individua alcune possibili difficoltà nell’adattamento alle caratteristiche del gioco di Fabregas, oltre che nel rapporto con l’ambiente.

«Moise Kean? Dipende tanto da lui. Qua ha tutte le possibilità per esprimersi. Non ha le qualità perfette per il gioco di Fabregas, perché è un giocatore anarchico. Non è stato accolto nella maniera migliore dalla piazza, che è stata subito scettica con lui», ha dichiarato Ardito.

Il giudizio mette in evidenza due aspetti: da una parte, la possibilità per Kean di dimostrare il proprio valore; dall’altra, le difficoltà che possono derivare da un sistema di gioco non perfettamente corrispondente alle sue caratteristiche e da un ambiente che non gli ha riservato un’accoglienza particolarmente favorevole.

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