Il rifiuto di Cesc Fabregas all’Inter ha fatto discutere, e a offrire uno sguardo privilegiato sulla vicenda è Beppe Bergomi, figura legata sia al club nerazzurro che al Como, dove ha allenato le giovanili. Intervistato da La Provincia, l’ex difensore ha ricostruito il contesto che ha portato alla scelta dell’allenatore spagnolo, tra valutazioni personali, dinamiche societarie e possibili scenari futuri.
“A un certo punto pensavo davvero che ci andasse”, ha ammesso Bergomi, sorpreso da una decisione tutt’altro che scontata. Fabregas, secondo l’opinione dell’ex calciatore, avrebbe potuto cambiare le sorti della trattativa se solo lo avesse desiderato con maggiore convinzione. Tuttavia, ha prevalso una scelta ponderata, forse anche condizionata dalla volontà di non rompere gli equilibri costruiti a Como.
Un allenatore ambizioso e già maturo
Bergomi ha speso parole di grande stima per il tecnico spagnolo, che ritiene “non uno dei tanti”, ma un allenatore “innovativo, diretto e con una visione chiara”, capace di arrivare in alto. Le sue apparizioni televisive, come quella negli studi Sky, hanno colpito per personalità e competenza: “Ha conquistato tutto lo studio, non ha paura di entrare nel merito”.
Il percorso intrapreso con il Como, secondo Bergomi, è solido e ambizioso. La società ha dato continuità al progetto, confermando l’allenatore dalla promozione alla Serie A, e si sta muovendo con lucidità sul mercato. In un campionato dove solo poche big hanno confermato la guida tecnica, il Como potrebbe approfittare di eventuali delusioni tra le favorite e inserirsi nella corsa per l’Europa.
Il no all’Inter e la gestione dei rapporti
Quanto alla possibile frattura tra Como e Inter, Bergomi ha riconosciuto che il rifiuto è stato energico, ma ha anche sottolineato la coerenza della dirigenza lariana: “Affascina questo Como che non esita, che fa rispettare i contratti”. E sulla possibilità di strascichi nei rapporti tra club, ha preferito la prudenza: “Nel calcio tessere la tela dei rapporti è importante, ma certe scelte vanno rispettate”.
Alla domanda sui rischi che Fabregas avrebbe potuto correre all’Inter, Bergomi è stato chiaro: “Credo che avrebbe fatto bene, perché anche l’Inter ha una società forte”. A suo giudizio, il supporto dirigenziale è cruciale per qualsiasi tecnico, e l’ex centrocampista avrebbe trovato un contesto protetto anche a Milano.
L’effetto Fabregas e la crescita del Como
Bergomi ha evidenziato la capacità dell’allenatore spagnolo di trasformare e valorizzare i giocatori, portando l’esempio di Da Cunha, adattato a un ruolo diverso e reso funzionale al nuovo sistema di gioco. Nonostante i successi, una nota amara riguarda l’atmosfera tesa vissuta in una recente partita: “Mi hanno parlato di una rivalità accesa tra Inter e Como, e questo ha sorpreso i dirigenti nerazzurri. Mi è dispiaciuto”.



Rivalità accesa… sorpresi? Ma ci siete o ci fate? Amici fidati dei varesotti e vi sorprendete? Ma son del mestiere questi? Cit.
Nulla è dovuto fatevene una ragione