Durante la cerimonia del premio “Paolo Rossi & The Football Legends”, tenutasi nella sala consiliare di Palazzo Carnezzi a Como, Giuseppe Bergomi – storica bandiera e capitano dell’Inter, oggi apprezzato commentatore tecnico – ha condiviso alcuni aneddoti personali legati alla sua carriera calcistica e al rapporto speciale con la città lariana.
“Como per me ha un significato particolare: è lì che ho fatto il mio esordio con la maglia dell’Inter, il 22 febbraio del 1981”, ha raccontato Bergomi, visibilmente emozionato, ai microfoni dei colleghi di TMW. Ricordando quell’esordio, ha spiegato come sia arrivato quasi per caso: “Quella notte, ad Appiano Gentile, uno dei nostri ha avuto un attacco di appendicite, poi si è infortunato Oriali. Così mi hanno chiamato per entrare in campo”. Un momento indimenticabile, anche se non privo di errori: “Ho rinviato centralmente il pallone e abbiamo subito gol. La partita è finita 1-1”.
Il legame con il territorio comasco è nato presto, fin dall’infanzia: “Frequentavo questa zona da bambino, poi ho fatto qui anche il settore giovanile. È una terra a cui sono sempre stato legato. Ancora oggi molti ragazzi dell’Inter vivono sul lago, anche per via della vicinanza con Appiano”.
Nel corso dell’evento, Bergomi ha voluto omaggiare anche la figura di Paolo Rossi, protagonista del premio e simbolo del calcio italiano nel mondo. “Non era solo un campione del mondo, ma un vero e proprio Campione dei Campioni”, ha sottolineato. Il suo ricordo è ancora vivissimo nel cuore di tanti appassionati: “Ovunque tu vada, in qualsiasi parte del mondo, se dici ‘Italia’ ti rispondono con ‘Paolo Rossi’”.
Infine, l’ex difensore ha rievocato un momento vissuto da commentatore: “Nel 2006 ho avuto la fortuna di commentare l’impresa di Zambrotta e della squadra di Lippi. Anche in quell’occasione, girando per il mondo, tutti citavano Paolo Rossi, simbolo intramontabile del nostro calcio”.


