Il caso dell’espulsione di Jesus Rodriguez continua a far discutere, e tra le voci più autorevoli a intervenire c’è quella di Fabrizio Biasin, giornalista comasco, capo dei servizi sportivi di Libero e opinionista fisso nei salotti televisivi sportivi. Presente sabato scorso allo stadio Sinigaglia per seguire Como-Cremonese, Biasin ha assistito dal vivo all’episodio che ha portato al cartellino rosso per il centrocampista spagnolo, poi sanzionato con tre giornate di squalifica.
“Sono rimasto basito”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a La Provincia. “Dal vivo non ho avuto la percezione di un fallo grave. L’espulsione è arrivata a sorpresa, così come a sorpresa sono arrivate le tre giornate. Una punizione che ritengo sinceramente esagerata”.
Biasin ha messo in evidenza quello che definisce un vero nodo del problema: la mancanza di coerenza tra gli organi arbitrali e la giustizia sportiva. Un disallineamento, secondo il giornalista, evidente anche nel momento in cui lo stesso Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri, ha manifestato dubbi sull’espulsione: “Se persino Rocchi ha sollevato perplessità, non si può poi uscire con una squalifica così pesante. Manca buon senso”, ha affermato con fermezza.
L’episodio ha inevitabilmente alimentato il malcontento tra i tifosi del Como, dove si sussurra che il club stia pagando il prezzo della propria ricchezza e della crescente visibilità, una realtà emergente in Serie A che “dà fastidio” a certi equilibri. Alcuni parlano perfino di una ritorsione indiretta legata al “no” di Fabregas all’Inter per restare nel progetto lariano.
Biasin ha però liquidato ogni teoria complottista: “Nulla di tutto ciò”, ha chiarito, ma il ‘fattore Fabregas’ esiste eccome. L’ex campione del mondo, oggi figura centrale nel progetto tecnico del Como, potrebbe non essere visto di buon occhio in certi ambienti: “Fabregas è diretto, dice quello che pensa prima e dopo le partite. Una personalità che può risultare indigesta al mondo arbitrale”.
Una dichiarazione che getta nuova luce sul contesto che circonda il club lombardo, lanciato verso le zone alte della classifica, ma ora penalizzato da un’assenza pesante come quella dello spagnolo Rodriguez.
Il giornalista ha così chiuso con una riflessione che va oltre il singolo episodio: “Serve maggiore equilibrio nelle decisioni, più dialogo tra chi fischia e chi giudica, perché altrimenti ogni provvedimento rischia di diventare una miccia accesa”.



