Calciomercato: Suwarso bluffa o è davvero finita la pacchia?

Rispetto alle ultime sessioni, la cinghia verrà certamente stretta. Proviamo a capire di quanti "buchi"

Quale sarà il futuro del Como? In che modo il club biancoblu si approccerà alle prossime sessioni di calciomercato? C’è curiosità per capirlo. Una cosa è certa: non si andrà avanti per sempre a spendere 100 milioni l’anno solo in cartellini. Ci sembra anche giusto. Che poi, se anche gli Hartono volessero farlo, un modello del genere ci spedirebbe nella lista nera dei controlli UEFA. E alla lunga ci sarebbe il rischio concreto di venire esclusi dalle coppe.

INVERSIONE A U – Quindi ok, probabilmente non vedremo più un “-100 milioni” in pochi mesi. Ma il Como rimarrà un club propenso a investire? Le recenti dichiarazioni di Suwarso (QUI, QUI e QUI) sono da pesare attentamente. In sostanza: niente nuovi acquisti a gennaio, anzi, apertura a possibili cessioni che solo per “caso” non sono arrivate già durante l’estate; gli Hartono non possono perderci sempre; il club deve essere economicamente sostenibile. Concetti che vanno molto di moda. Chiaramente ok le idee e il lavoro duro, ma se il Como iniziasse a vendere a 50 e comprare a 15, alla lunga sarebbe difficile coltivare sogni di gloria.

IL PASSATO RASSICURA – Bisogna però dire che anche nella scorsa primavera Fabregas parlava di massimo 4/5 acquisti per la stagione 2025-26 e poi ne sono arrivati il doppio. Negli ultimi anni la prudenza delle dichiarazioni non ha mai trovato riscontri nelle trattative effettivamente portate a termine.

COSA ASPETTARCI, DUNQUE? – Di sicuro il presidente ridurrà le iniezioni di capitale da Giacarta. Di quanto, lo vedremo. Il mercato di gennaio ci dirà qualcosa. Dipenderà anche dagli incassi extracalcistici, in continua crescita. Se il marchio continuerà ad andare forte all’estero, si potrebbe spingere ancora sulla parte sportiva. Pure un Sinigaglia riqualificato e una diversa distribuzione dei diritti tv aiuterebbero.

Tre cose ci fanno stare relativamente tranquilli: 1) l’enorme solidità dell’impero Hartono, che non ha certo bisogno di qualche decina di milioni di utile proveniente da Como; 2) la grande redditività della Champions League, che quindi attrae non solo il tifoso ma anche il revisore dei conti; 3) la permanenza dell’ambiziosissimo Fabregas, il quale certamente ha a cuore più i risultati sportivi che quelli di bilancio: se è rimasto, vuol dire che la cinghia verrà stretta, sì, ma al massimo di un buco o due.

La permanenza di Fabregas è una garanzia sulle ambizioni future del club (foto Cristiano Mazzi/Image Sport)

Il tifoso sogna sempre una proprietà sportivamente ambiziosa. Talmente desiderosa di vincere e di portare in alto la propria squadra da essere disposta ad aprire il portafoglio. In Indonesia il portafoglio l’hanno aperto (anzi, spalancato), ma Suwarso ha spiegato perché: è più un investimento, dal quale tra l’altro gli Hartono potrebbero rientrare per buona parte se vendessero oggi. Quindi no, nessuno in Indonesia passa le ore a fantasticare su un Como con lo scudetto sul petto, purtroppo. Ma in questo calcio moderno soldocentrico quale patron lo fa?

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