Caso Rodriguez, parla Cesari: “Tre giornate da regolamento, ma attenzione ai provocatori”

L’ex arbitro internazionale spiega il provvedimento e accende i riflettori sul comportamento degli avversari: “Terracciano ha provocato, andava sanzionato”

Sulla squalifica di tre giornate inflitta a Rodriguez è intervenuto Graziano Cesari, ex arbitro di Serie A e oggi moviolista per Mediaset e Primocanale, in un’intervista rilasciata a La Provincia. Voce autorevole del panorama arbitrale, Cesari ha chiarito il senso del provvedimento, sottolineando come il giudizio del giudice sportivo si basi esclusivamente sul referto dell’arbitro, e non sull’interpretazione video.

“Il giudice non rivede le immagini. Prende il referto e applica il regolamento”, ha spiegato Cesari, ricordando che, in caso di fallo di reazione con un calcio, come specificato nel documento ufficiale, la sanzione prevista è proprio quella di tre turni di stop.

L’ex arbitro ha ricordato anche che le norme attuali puniscono l’intenzione, non solo la forza del gesto: “Anche un calcio lieve, se volontario e fuori contesto, viene sanzionato severamente”. Un principio che amplia la responsabilità del giocatore e riduce la rilevanza dell’entità del contatto fisico.

Alla domanda se Rodriguez sarebbe stato comunque espulso senza colpire l’avversario, Cesari ha risposto con chiarezza: “Probabilmente no. Senza contatto, il Var non sarebbe intervenuto e non avremmo avuto questa sanzione”.

Decisivo, dunque, il calcetto, mentre le altre azioni contestate, come la manata o l’eventuale gomitata, secondo Cesari non sono state determinanti: “Se si parte con una manata volontaria, è incoerente dire che poi il resto è involontario. L’azione è nel suo insieme volontaria”.

In merito alle polemiche sulla pesantezza della sanzione, l’ex arbitro ha richiamato un precedente simile: “Guardate cosa è successo a Cherubini della Sampdoria, espulso per un fallo simile: tre giornate anche lì, sebbene il calcetto fosse lieve”.

Tuttavia, Cesari ha sollevato anche una questione spesso trascurata: le provocazioni degli avversari. In particolare, ha puntato il dito su Terracciano della Cremonese, che secondo lui ha provocato Rodriguez andando fisicamente a contatto e simulando successivamente: “Si è buttato a terra tenendosi il volto dopo un calcio. Non avrebbe evitato la squalifica di Rodriguez, ma anche lui meritava una sanzione”.

Infine, Cesari ha ricordato un dettaglio non secondario: l’episodio si è verificato lontano dal pallone, circostanza che ha aggravato la valutazione disciplinare. Resta comunque la possibilità di presentare ricorso, come previsto in questi casi.

Con il suo stile diretto, Cesari ha ribadito come le nuove regole siano chiare e vadano applicate, ma ha anche aperto una riflessione sul ruolo dei provocatori, spesso impuniti: “Bisognerebbe iniziare a colpire anche chi innesca certi comportamenti, non solo chi reagisce”.

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