Bellissimo e interessante approfondimento dei colleghi di Sportweek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, sul tecnico del Como Césc Fàbregas, sulla sua filosofia di gioco plasmata da grandi maestri, ma anche dal giocatore che fu (grandissimo centrocampista con fiuto impressionante per gol e assist, Ndr) che si ritrova anche nella sua idea di calcio.
Il Como di Cesc Fàbregas si fonda su una fitta rete di passaggi, proprio come il calcio che l’ex centrocampista amava giocare. La sua filosofia si rifà agli insegnamenti appresi negli anni trascorsi tra Barcellona, Arsenal, Chelsea e Monaco, ma con un tocco personale. Fin da bambino, nella celebre Masia, ha respirato la scuola di Johan Cruijff e Pep Guardiola, imparando l’importanza del controllo del pallone e della precisione nelle giocate.
La carriera da giocatore lo ha visto protagonista in squadre di altissimo livello, con momenti iconici come l’assist a Iniesta nella finale del Mondiale 2010, che regalò alla Spagna il titolo iridato. Dopo il ritorno al Barcellona, l’esperienza in Premier League con il Chelsea ha segnato un’evoluzione tattica, soprattutto grazie all’incontro con Antonio Conte, il tecnico che più ha influenzato la sua crescita “contaminando” con le idee del calcio italiano e della preparazione fisica il “tiki-taka” di Guardiola. L’allenatore italiano gli ha trasmesso la cura maniacale per i dettagli e l’importanza della disciplina tattica, elementi che oggi si ritrovano nel suo Como.
Dopo l’ultima esperienza da calciatore in Serie B con i lariani, Fàbregas ha fatto il naturale passo verso la panchina, guidando il club alla promozione in Serie A. Nella massima serie, il Como ha già mostrato il suo carattere, con un gioco fatto di triangolazioni rapide e pressing organizzato. Tra i suoi giovani talenti emergenti, spiccano Nico Paz, schierato come “falso nueve” alla Léo Messi (ovviamente idolo del giovane argentino, Ndr) e ripreso dallo stile di gioco al Barça dell’attuale tecnico del Manchester City Pep Guardiola, e Assane Diao, nuova rivelazione sull’esterno d’attacco pronto a tagliare dentro per trovare la via della rete un po’ come facevano Robert Pires e Marc Overmars nell’Arsenal di Arsène Wénger che aveva in mediana proprio l’attuale allenatore lariano che esordì per ferma convinzione del tecnico alsaziano a soli 17 anni con la maglia dei Gunner’S.
Il percorso di Fàbregas è solo all’inizio, considerando appena 38 anni di età (da compiere a Maggio, Ndr). Un’età in cui il suo ex compagno Lèo Messi sforna ancora magie nella MLS con l’Inter Miami o con la nazionale dell’Argentina Campione del Mondo in carica. Un’età in cui uno dei suoi maestri, Pep Guardiola, aveva appena alzato la sua prima Champions League con il Barcellona. Un predestinato Pep, un predestinato anche Césc? Le stimmate appaiono esserci, ma ancora è presto per dirolo: il suo stile però attira già l’attenzione di grandi club. Il suo futuro potrebbe presto portarlo in una panchina di prestigio, ma per ora il Como resta il palcoscenico ideale per continuare la sua crescita come allenatore sia in questa stagione che in quelle a venire.


Ma lui veramente innovativo!!
Per la salita in A c’è tanto anche di Robert , non dimentichiamo 😞