Stefano Colantuono, oggi allenatore, ha raccontato ai microfoni dei colleghi de La Provincia i suoi ricordi legati alla sua breve, ma significativa esperienza al Como, dove militò come difensore per una stagione, collezionando 23 presenze e segnando un gol. “Como è una città splendida, mi sono trovato molto bene. Purtroppo, restai solo un anno, un periodo che fu tutt’altro che facile. Abbiamo iniziato bene, ma poi ci siamo ritrovati a lottare nelle zone basse della classifica e non siamo riusciti a salvarci“, ha affermato l’ex calciatore. “Era un campionato difficile, segnato anche da un infortunio al menisco che all’epoca veniva trattato in modo più invasivo rispetto a oggi.“
La squadra e l’organizzazione: un piccolo top team
Colantuono ha anche elogiato la qualità della squadra e la struttura della società, che già all’epoca mostrava segni di grande professionalità: “La squadra era forte, c’erano giocatori come Simone, Todesco e Milton. Il Como era una società all’avanguardia, non aveva le risorse di oggi, ma già all’epoca aveva un’organizzazione degna delle grandi squadre, con un centro sportivo che solo i top club avevano.“
Il ricordo di Rino Marchesi
Un altro tema che Colantuono ha voluto approfondire è stato quello del suo allenatore, Rino Marchesi. “Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Marchesi aveva già guidato grandi squadre e possedeva una conoscenza straordinaria del calcio. Ma quello che più mi colpiva era la sua umanità. Era sempre disponibile, garbato e mai sopra le righe“, ha raccontato. “La notizia della sua morte mi ha rattristato molto, ne approfitto per esprimere le mie condoglianze alla sua famiglia.“
La sfida tra Como e Roma: uno scontro diretto?
Coltantuono, romano classe ’62 e tifoso romanista, non ha nascosto il suo entusiasmo nel vedere la sua ex squadra in lotta nelle posizioni alte della classifica. “Il Como ora non è più una sorpresa. È stabilmente nelle zone nobili e questo mi fa piacere. La Roma è una squadra sempre competitiva, quindi mi aspetto una partita interessante“, ha dichiarato aggiungendo un’analisi sulla situazione del campionato: “Le altre squadre si giocano tutto partita dopo partita. A dieci giornate dalla fine, non basta guardare i calendari, tutti lottano per i propri obiettivi.“
Fabregas: un allenatore promettente
Passando a parlare dell’attuale tecnico del Como, Colantuono ha elogiato il lavoro di Fabregas, che sta vivendo la sua seconda stagione in Serie A. “Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma sta facendo un lavoro straordinario. In Italia si parla spesso di squadre che prediligono il gioco palla a terra, ma ogni allenatore ha il diritto di perseguire il proprio obiettivo nel modo che ritiene più opportuno“, ha spiegato l’allenatore. “Quello che il Como ha fatto sul mercato è notevole, e va riconosciuto l’impegno della proprietà e del direttore Ludi.“
La gestione dei giovani: un approccio personale
In merito alla gestione di un organico giovane come quello del Como, Colantuono ha espresso il suo punto di vista: “Non esiste una formula magica. Ogni giocatore ha un suo carattere, e l’età non è sempre il fattore decisivo. Ogni squadra è frutto di un lavoro enorme di dialogo e comprensione. La chiave è essere trasparenti e diretti, solo così si possono ottenere buoni risultati“, ha concluso l’allenatore.

