La promozione in Serie A ha portato al Como 1907 un’importante crescita dei ricavi, ma anche un forte incremento dei costi, culminato in una perdita d’esercizio pari a 105 milioni di euro al 30 giugno 2025. Il dato, pubblicato da Calcio e Finanza, segna un peggioramento netto rispetto ai -47 milioni dell’anno precedente, quando il club militava ancora in Serie B.
Il fatturato ha mostrato una crescita esponenziale, passando da 9,8 milioni a 55,4 milioni di euro, grazie soprattutto ai proventi televisivi, che hanno superato i 31 milioni, e ai maggiori incassi da stadio, saliti da 1,5 milioni a 5,9 milioni di euro. Un’espansione che riflette l’impatto economico del salto di categoria.
I costi oltre i 158 milioni di euro
A fronte dei maggiori ricavi, il club ha però registrato un’impennata ancora più marcata delle uscite. Le spese operative complessive sono passate da 57,6 milioni a 158,5 milioni, una crescita che ha finito per generare il pesante disavanzo. Il salto qualitativo richiesto per competere nella massima serie ha inciso in modo rilevante sia sul monte ingaggi che sugli investimenti strutturali e gestionali.
L’impegno finanziario della famiglia Hartono
A sostenere il progetto ci sono stati i continui versamenti della famiglia Hartono, azionista di maggioranza del club attraverso i fratelli Robert e Budi, il cui patrimonio è stimato da Forbes in 44 miliardi di dollari.
Secondo i dati raccolti, dal 2019 ad oggi sono stati immessi nelle casse societarie circa 300 milioni di euro, di cui 228,27 milioni tra conferimenti in conto capitale e aumenti di capitale. Solo nei primi mesi dell’attuale esercizio sono stati versati ulteriori 69,2 milioni di euro.
Un progetto ambizioso, ma dai costi elevati
L’ingente investimento degli Hartono testimonia l’ambizione del progetto Como, che mira a consolidare la propria presenza in Serie A. Tuttavia, i numeri del bilancio evidenziano quanto possa essere complesso e oneroso il salto nella massima serie, soprattutto per una società che sta ancora strutturando la propria organizzazione a livello sportivo e commerciale. La sfida nei prossimi anni sarà quella di equilibrare i conti, puntando a mantenere competitività sportiva senza compromettere la sostenibilità economica.

