Il Como si prepara alla sfida di domenica contro la Juventus in piena emergenza, soprattutto sulle corsie laterale dell’attacco. L’infortunio di Jayden Addai, rimediato con l’Under 21 olandese, complica ulteriormente i piani di Cesc Fabregas. Il problema muscolare subito dal giovane esterno sembra tutt’altro che lieve e, in ogni caso, non risolvibile in pochi giorni. A lui si aggiungono Diao, ancora ai box con tempi di recupero incerti, e Jesus Rodriguez, fermato da una squalifica dopo la contestata espulsione nel finale di gara contro il Genoa che gli è costata ben tre turni di stop da parte del Giudice Sportivo.
Il Como si ritrova così senza tre dei suoi quattro esterni di ruolo. L’unico disponibile è Nicholas Kuhn, che però a Bergamo era rimasto in tribuna per un leggero fastidio muscolare. Il rischio concreto è quello di affrontare una delle partite più importanti della stagione con le corsie laterali completamente sguarnite.
Fabregas ha costruito il suo Como proprio sull’utilizzo degli esterni offensivi, elementi chiave nel 4-2-3-1 adottato finora. Il modulo prevede infatti scambi rapidi e aperture sulle fasce, dove i giocatori devono essere in grado sia di servire che di concludere. Addai è stato finora l’unico esterno andato a segno, nella gara contro la Fiorentina, ma l’idea di gioco dell’allenatore spagnolo rimane fortemente basata sulle loro accelerazioni.
Secondo quanto riportano i colleghi de La Provincia la situazione di assoluta emergenza in quel ruolo potrebbe spingere Fabregas a cambiare modulo per la sfida di domenica alle 12:30 allo stadio Sinigaglia. Le ipotesi al vaglio sarebbero il 4-3-2-1, che valorizzerebbe le mezzali, o il 4-2-2-2, schema che permetterebbe di sfruttare al meglio i giocatori tecnici presenti in rosa come Paz, Caqueret e Baturina. In alternativa, si potrebbe forzare la soluzione Kuhn e Vojvoda sulle fasce, ma in questo caso peserebbe l’assenza di ricambi, essenziale per gestire l’intensità richiesta dal ruolo.
Nel calcio moderno, anche con rose ampie, è difficile sopperire a tre assenze contemporanee nello stesso reparto, soprattutto se quel reparto è al centro del progetto tecnico. L’Atalanta è riuscita a farlo recentemente contro il Como, pur priva di otto giocatori, ma il paragone non regge: i nerazzurri non fanno delle fasce la base del loro gioco offensivo come il Como di Fabregas.
In vista della partita contro la Juventus, dunque, sarà decisiva la capacità dello staff tecnico di adattarsi rapidamente, sfruttando le qualità centrali della rosa piuttosto che insistere su un assetto che al momento non ha interpreti disponibili. Il rebus è aperto, e la risposta si avrà solo a ridosso della sfida.

