Como e maxi squalifiche: dall’esordio di Fabregas al caso Curto, gli episodi più discussi

Due episodi hanno segnato l'era Fabregas sulla panchina lariana: tre giornate a Baselli e sanzione FIFA a Curto

Nell’era Fabregas alla guida del Como 1907, come ricostruiscono oggi i colleghi de La Provincia, non sono mancati momenti di tensione e sanzioni disciplinari pesanti che hanno segnato il percorso della squadra lariana. Due episodi, in particolare, sono rimasti impressi nella memoria recente dei tifosi: la squalifica di tre giornate a Daniele Baselli nella gara d’esordio dell’allenatore spagnolo e la stangata FIFA su Marco Curto, inizialmente punito con dieci giornate di stop.

Il primo caso risale alla prima panchina di Cesc Fabregas in Serie B, in occasione della sfida contro la Feralpisalò. La gara era ancora sull’1-1 quando, al 36’ del secondo tempo, Cutrone andò in gol, ma la rete fu annullata dopo revisione Var per un fallo commesso dallo stesso attaccante nel corso dell’azione. Durante l’attesa per la decisione arbitrale, si scatenò un parapiglia tra le due panchine, nel quale si inserì anche Daniele Baselli, già sostituito.

Il centrocampista, alzandosi dalla panchina e entrando in campo, afferrò al collo un giocatore avversario, secondo quanto riportato dal giudice sportivo. L’episodio gli costò tre giornate di squalifica per comportamento violento a gioco fermo. Espulso anche l’avversario coinvolto, Letizia. Nonostante l’incidente, il Como riuscì a portare a casa la vittoria al 47’ grazie a una rete di Gabrielloni, rendendo l’esordio di Fabregas comunque positivo dal punto di vista del risultato.

Ben più grave l’episodio che ha coinvolto Marco Curto, sanzionato la scorsa estate con una squalifica iniziale di dieci giornate, poi ridotte a cinque. Il provvedimento, arrivato direttamente dalla FIFA, è nato durante una partita amichevole tra Como e Wolverhampton, disputata a Marbella durante il ritiro pre-campionato. Secondo la ricostruzione ufficiale, Curto si sarebbe rivolto a un compagno parlando del sudcoreano Hee-Chan Hwang, dicendo: “Si sente Jackie Chan”, in riferimento all’attore hongkonghese.

Una frase che avrebbe scatenato una reazione accesa da parte degli avversari, generando una rissa in campo e una successiva segnalazione. Seppur priva di intenzioni razziste, la battuta è stata interpretata come tale dagli organi disciplinari internazionali, portando alla pesante squalifica. Il Como ha presentato ricorso, riuscendo a ottenere una riduzione della sanzione a cinque giornate.

Due episodi distinti ma emblematici, che mostrano quanto la gestione delle emozioni e il contesto internazionale possano influenzare pesantemente le dinamiche sportive. Per il Como, entrambi i casi hanno rappresentato momenti critici da gestire sia sul piano sportivo che mediatico, con l’obiettivo di mantenere compattezza e concentrazione in campo, nonostante le difficoltà.

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