BUTEZ 5: Praticamente inoperoso nella prima frazione se si esclude una parata facile facile su una conclusione centrale di Fofana. Tocca il rigore di Nkunku, ma non riesce a respingerlo. Si ritrova Rabiot senza marcatura a due passi che incrocia bene il sinistro: anche in questa occasione è incolpevole. All’81° esce male su un corner e spalanca la porta al colpo di testa di Loftus-Cheeck che non riesce a schiacciare divorandosi il terzo gol. Terzo gol che arriva all’87° con una conclusione dal limite di Rabiot su cui Butez è tutt’altro che irreprensibile, forse anche perché coperto.
VAN DER BREMPT 5,5: Conferma dopo Bologna. Sarebbe un terzino di una difesa a quattro, ma da quanto spinge sembra un’ala d’attacco. Nel primo tempo prova anche la conclusione che gli parte, però, altissima. Alla lunga quando Allegri dalla sua parte Rafael Leao il belga va in difficoltà a livello difensivo. Vedi l’azione dell’assist del portoghese che porta al gol di Rabiot.
RAMON 5: Ci mette soprattutto fisicità, ma non è esente da colpe soprattutto quando si perde l’inserimento in area di Rabiot nella rete dell’1-2. Nel recupero dimostra nervosismo quando si prende un’ammonizione evitabile per un intervento intenzionale di spalla su Tomori quando il difensore inglese aveva già scaricato il pallone.
KEMPF 6: Ci ha preso gusto a segnare gol dopo pochi minuti, pesanti e su azione d’angolo. Lo sapeva bene la Juventus, ora lo sa anche il Milan. Peccato che proprio al 45° consegni un “regalo” al Milan “scartato” da Rabiot che si prende il calcio di rigore trasformato da Nkunku: il centrale difensivo tedesco entra in maniera troppo irruenta per un penalty solare. Il voto? E’ la media dei due episodi, troppo irruento e grave l’intervento su Rabiot proprio in conclusione di primo tempo impendendo alla sua squadra di rientrare in vantaggio negli spogliatoi. (46° DIEGO CARLOS 6: Ci mette fisicità contro Nkunku che non vede boccia con il brasiliano in campo, un po’ più da cavalleria rusticana il confronto con il panzer tedesco Fullkrug, ma alla fine il brasiliano tiene.)
MORENO 6,5: Preferita la sua esperienza alla freschezza del connazionale Valle. Anche lui spinge parecchio. A inizio ripresa un grandissimo traversone per Nico Paz che si va ancora schiantare sul portiere francese. Subito dopo il vantaggio di Rabiot recupera un altro pallone e serve ancora Nico che centra una clamorosa traversa a Maignan battuto. Dalla sua parte non si va quasi mai in sofferenza. (76° SERGI ROBERTO 5: Avrebbe circa 20′ minuti, recupero compreso, per mettersi in mostra e aiutare la squadra con la sua esperienza, ma non la vede mai.)
PERRONE 5,5: Più basso e difensivo rispetto al resto della squadra con il compito di limitare l’impostazione di Modric che, infatti, gioca soprattutto nella sua metà campo pur dettando i tempi al Milan. Nella ripresa prova due conclusioni senza fortuna. Prova anche una chiusura alla disperata su Rabiot nell’azione dell’1-2, ma è in netto ritardo e il miracolo non gli riesce.
DA CUNHA 6,5: Un trottolino che appena può si butta dentro in mezzo alle linee facendo malissimo agli avversari. E anche questo è il “leit-motiv” della sua partita contro i rossoneri. Offre assist, apre spazi ai compagni e va alla conclusione come quando chiude benissimo un “dai e vai” con Baturina calciando al volo mandando di poco sopra la traversa. La controprova: al 40° si inserisce in area su centro di Vojvoda e incorna a botta sicura, ma Maignan con un vero e proprio miracolo smanaccia in due tempi. (60° CAQUERET 5: Molto meno efficace rispetto al compagno che va a sostituire. Si nota giusto per una punizione calciata malissimo che è facile preda in presa alta di Maignan. Questa volta il “coniglio gli rimane nel cilindro”.)
VOJVODA 6,5: Nonostante l’errore con il Bologna Fàbregas gli rinnova la fiducia e lui ripaga con una gara propositiva e di grandissima corsa. Mette traversone tagliati dalla destra che fanno male come quello che Tomori deve allungare in angolo per anticipare Douvikas, angolo da cui nascerà il gol di Kempf. Perfetto anche il traversone, rientrando sul mancino, per la testa di Da Cunha fermato solo da un miracolo di Maignan. (67° KUHN 5: Questa sera preferiamo nettamente Vojvoda da terzino spostato ad attaccante esterno che il tedesco ex Celtic. Ci si accorge di lui al momento che il quarto uomo illumina la lavagnetta per il cambio con il suo numero, ma in campo combina poco o niente.)
PAZ 7,5: Registra arretrato, trequartista, attaccante, forse è meglio definirlo “tuttocampista“, ma sempre con classe sopraffina. Fa ripartire alla grande il Como nell’azione che porta alla conclusione di Da Cunha, poco dopo sfiora il raddoppio su assist di Baturina, ma Maignan fa il miracolo con la mano di richiamo. Al 42° verticalizza su Douvikas tagliando in mezzo la retroguardia rossonera e mandando alla conclusione il centravanti greco. Anche a inizio ripresa continua il suo duello personale con Maignan: sinistro incrociato e angolatissimo, ma il portiere francese con il terzo miracolo serale allunga in calcio d’angolo. L’alone di “sfortuna” continua a perseguitarlo anche quando Moreno gli “ricarica” il sinistro, ma la sua cometa si stampa sulla traversa a Maignan battuto. E’ spettacolare anche la conclusione al volo di sinistro in caduta con semirovesciata che colpisce il legno: la “nuvoletta di Fantozzi” questa sera ha abbandonato il ragioniere per restare sulle spalle di del N°10 lariano autore, aldilà di tutto, di una prestazione incredibile.
BATURINA 6,5: Confermato titolare dopo l’eurogol con il Bologna. Ci mette 10′ minuti a trovare il suo primo assist stagionale in campionato pennellando un pallone con i giri giusti sulla testa di Kempf. Poco dopo potrebbe fare il bis, ma sulla conclusione di Nico Paz ecco il miracolo di Maignan. (60° RODRIGUEZ 7: “sottile strumento, spesso in ferro ritorto, usato per aprire serrature senza chiave, agendo meccanicamente sulle chiusure“. Non siamo impazziti, è la definizione di “Grimaldello“. Lo spagnolo si presenta otto minuti dopo il suo ingresso in campo con una grandissima serpentina con cui lascia sul posto due difensori rossoneri e poi prova la conclusione d’esterno, ma Koni De Winter salva in calcio d’angolo. All’84° allarga ancora le maglie della difesa rossonera saltando secco due uomini e poi offre a Nico Paz il pallone che l’argentino stampa sul palo. Ecco perché “Grimaldello“.)
DOUVIKAS 5,5: Segna poco? Sì lo sappiamo, ma se fate lo sforzo di allargare lo sguardo capirete perché è utilissimo alla squadra, una sorta di regista avanzato che smista palloni mandando alla conclusione i compagni che arrivano a rimorchio. Se invece i traversoni sono alti di testa l’ellenico sa farsi rispettare, ma dimostra di essere presente anche “palla a terra” quando, su invito di Nico, calcia di prima intenzione costringendo Maignan a distendersi e allungare in angolo. Il problema è che sparisce dal campo nella ripresa e Fàbregas quando si gira in panchina vede solo Cerri come centravanti.
ALL. FABREGAS 6: E’ uno scontro tra due filosofie di gioco completamente diverse ossia la “scuola spagnola” che ha avuto origine da Pep Guardiola e che Césc a fuso con un po’ di calcio britannico e un pizzico di teorie italiane e il “corto muso” di Allegri che si chiude e riparte. Il suo Como nel primo tempo è “splendore e sventura“. Lo splendore di una squadra che gioca in maniera magnifica e crea occasioni da rete in serie, ma che va a sbattere su poca concretezza dei suoi giocatori e, soprattutto, sulle grandi parate di uno stratosferico Maignan, oltre che su due clamorosi legni di Nico Paz.
Nella ripresa l’inserimento di Rodriguez è efficace, ma quando Rabiot aveva già portato avanti i rossoneri che si chiudono e ripartono. Gli altri suoi cambi non incidono e alla fine il Milan caccia anche il terzo pallone alle spalle di Butez. Esame superato solo in parte: stasera, anche grazie al talento Kulovic il “corto muso” ha ragione della scuola spagnola. Era solo un esame, c’è tempo per riparare.

