Como più solido e maturo: la crescita passa, anche, dalla difesa

Meno gol subiti, più equilibrio: la squadra di Fàbregas migliora nella fase arretrata e trova nuovi leader nel reparto difensivo

Il Como di Cesc Fàbregas esce con un po’ d’amaro in bocca dai pareggi con Genoa e Cremonese. Due partite che, per andamento e occasioni, avrebbero potuto portare più punti. Eppure, allargando lo sguardo oltre i singoli episodi, il bilancio complessivo di questo inizio di stagione è chiaramente positivo: rispetto alle prime cinque giornate dello scorso campionato, i lariani hanno conquistato tre punti in più, segnale evidente di una crescita strutturale e mentale.

Certo, il pari beffardo contro il Genoa pesa, considerata la rete incassata nei minuti finali, e anche il pareggio nel derby con la Cremonese lascia un senso di incompiutezza. Tuttavia, questi mezzi passi falsi fanno parte del processo di maturazione di una squadra giovane, ambiziosa e ancora in costruzione. Ciò che però più colpisce in questo avvio di stagione è il netto miglioramento difensivo, in una squadra notoriamente votata all’attacco.

I numeri parlano da soli: lo scorso anno, nelle prime cinque giornate, il Como aveva subito 9 gol. Quest’anno, invece, il dato si è ridotto a meno della metà: solo 4 reti al passivo, un cambiamento significativo per una formazione che ha mantenuto un’identità offensiva, ma che ora mostra una maggiore solidità e organizzazione nella propria metà campo.

A contribuire in modo decisivo a questo salto di qualità ci sono due volti nuovi del reparto arretrato. Il primo è Jacobo Ramon, cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid con esordio in Liga con Carlo Ancelotti e al recente Mondiale per Club con Xabi Alonso: fisicità, potenziale e margini di miglioramento importanti, che lo rendono uno dei profili più interessanti della Serie A. Nonostante qualche ingenuità di troppo, come l’espulsione contro il Genoa, il giovane difensore ha già mostrato personalità e margini per diventare un punto fermo.

L’altro elemento chiave è Diego Carlos, arrivato in prestito dal Fenerbahçe all’ultimo giorno di mercato. Il brasiliano, 32 anni e un passato vincente con il Siviglia con tanto di Europa League messa in bacheca, si è rimesso in forma dopo un lungo stop per infortunio e, nelle due presenze da titolare, ha confermato tutte le sue qualità. Nei 180 minuti giocati finora, ha commesso solo due falli e collezionato 15 spazzate, dimostrando che il pragmatismo difensivo è ancora una virtù essenziale: quando c’è da allontanare il pericolo, sa esattamente come farlo, senza fronzoli.

Fàbregas continua a puntare su un calcio tecnico e propositivo, ma la chiave per rendere sostenibile questo stile è proprio il miglioramento nella fase difensiva, e l’arrivo di profili complementari come Ramon e Diego Carlos lo sta rendendo possibile. Il brasiliano, in particolare, si sta rivelando un vero leader silenzioso, capace di guidare con esperienza un reparto giovane e ancora in evoluzione.

Il Como, insomma, sta trovando il giusto equilibrio tra estetica e concretezza. Se l’attacco — con Nico Paz su tutti (LEGGI QUI) — resta una garanzia, la nuova compattezza arretrata può rappresentare la base per puntare a una stagione ambiziosa.

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