Como Primavera, Falsini svela la filosofia del club: «Prima viene l’uomo, poi il calciatore»

Il tecnico della formazione Under 20 lariana racconta il lavoro sul territorio, i principi condivisi con la prima squadra e il rapporto con Cesc Fàbregas. Focus anche sul talento di Riccardo Cassano.

La crescita dei giovani talenti e la valorizzazione del territorio rappresentano due pilastri del progetto del Como. A sottolinearlo è Gianluca Falsini, allenatore della Primavera lariana, intervenuto ai microfoni di Sky Calcio Unplugged per raccontare il lavoro svolto con la formazione Under 20 e la filosofia condivisa con il resto del club.

«Noi abbiamo tanti italiani e solo quattro stranieri nella rosa Under 20 del Como, lavoriamo molto sul territorio. Chiaramente vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia, guardiamo se un ragazzo è pronto per poterlo sviluppare e darlo a Cesc», ha spiegato il tecnico, evidenziando l’importanza di individuare profili funzionali al progetto tecnico e capaci di compiere il salto verso la prima squadra.

Principi di gioco comuni, ma attenzione alle caratteristiche individuali

Falsini ha poi approfondito i punti di contatto tra il lavoro della Primavera e quello delle altre formazioni giovanili, oltre che della squadra allenata da Fàbregas. L’obiettivo è mantenere una visione condivisa, senza rinunciare alla necessità di adattare le soluzioni tattiche alle caratteristiche dei singoli gruppi.

«Abbiamo delle idee di gioco molto simili, chiaramente ogni rosa ha delle specifiche individuali diverse di giocatori che differiscono l’una dall’altra. Per esempio noi e l’U-17 costruiamo o difendiamo a tre, mentre l’U-18 lo fa a quattro, ma i concetti di gioco sono gli stessi».

Il principio fondamentale è il controllo della partita, sempre nel rispetto dell’avversario. «Cerchiamo sempre di avere il dominio del gioco avendo rispetto dell’avversario. È una filosofia che la società ci ha inculcato dal primo giorno e che dobbiamo sicuramente sostenere».

Il tecnico ha precisato che questo approccio non significa replicare il modello del Barcellona, ma sviluppare calciatori capaci di interpretare un’identità precisa. «Fàbregas vuole questo tipo di giocatori, non significa che assomigliamo al Barcellona, noi ci adattiamo alle caratteristiche dei calciatori che alleniamo. Siamo molto focalizzati sullo sviluppo individuale del giocatore, è un po’ il nostro dogma».

Il rapporto con Fàbregas e il futuro di Cassano

Nel corso dell’intervista, Falsini ha raccontato anche il rapporto con Césc Fàbregas, allenatore della prima squadra, sottolineandone non soltanto le qualità professionali, ma soprattutto quelle umane. «La sua straordinarietà, oltre a essere un allenatore moderno con idee fantastiche, è soprattutto la sua umanità, la disponibilità che dà a noi allenatori. Non mi ha mai negato una chiacchierata o un dubbio che avevo, condividiamo sempre tanti discorsi a livello individuale».

Tra i temi affrontati c’è anche Riccardo Cassano, giovane talento sul quale il tecnico ripone grande fiducia. «Secondo me avrà un futuro fulgido perché è un ragazzo fantastico, ma che deve migliorare tantissimo sviluppando il suo talento, sono convinto che lo farà». Per Falsini, infatti, la crescita personale viene prima di quella sportiva: «Questo per noi è fondamentale perché prima viene l’uomo e poi il calciatore e lo stesso ragionamento vale per Césc».

La collaborazione coinvolge anche lo staff della prima squadra, con aggiornamenti settimanali per coordinare il lavoro e favorire lo sviluppo dei giovani. Un percorso che Falsini ha trovato naturale dopo l’esperienza di quattro anni alla Roma, grazie alla vicinanza tra le sue idee e quelle della società lariana. Un progetto stimolante, anche se impegnativo: «Naturalmente tempo libero ne abbiamo poco, è bello ma un po’ stressante alla fine».

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