Como, rabbia social dopo le squalifiche: tifosi infuriati contro il Giudice Sportivo

Dure reazioni dopo le tre giornate di stop inflitte a Rodriguez e le due comminate a Césc Fàbregas: il club pronto al ricorso

La squalifica di tre giornate per Jesus Rodriguez e quella di due per Césc Fàbregas hanno scatenato un’ondata di proteste tra i tifosi del Como, che si sono riversati sui social per esprimere tutto il loro dissenso. Il provvedimento del Giudice Sportivo, ufficializzato nella giornata di ieri, è stato accolto con incredulità e rabbia da una piazza che si è sentita danneggiata da una decisione giudicata eccessiva e, per molti, anche ingiusta.

Il caso è nato da un fallo commesso da Rodriguez durante l’ultima gara: un intervento che, rivisto al rallentatore dai moviolisti, non sembrava da espulsione diretta, secondo l’opinione unanime degli analisti. Tuttavia, nella ricostruzione ufficiale è emersa anche una presunta manata, oltre al calcetto, elemento che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso una sanzione più pesante. Il fallo è apparso controverso, ma tra i sostenitori lariani, come riportano i colleghi de La Provincia, il giudizio è stato netto: “Una decisione vergognosa”.

“Che schifo! È stato espulso per un fallo da ammonizione e invece di riconoscere l’errore, i grandi corrotti del calcio infieriscono”, si legge in uno dei tanti commenti circolati online. Il clima è diventato rapidamente incandescente, con molti tifosi che hanno tirato in ballo ipotesi di complotti e dietrologie, a partire dalla nota vicenda del presunto rifiuto del Como a un accordo con Beppe Marotta per la gestione di Fàbregas. Secondo alcuni, il club starebbe pagando il prezzo di quella presa di posizione.

“È chiaro che ce l’hanno con noi”, “La giustizia sportiva è una farsa”, “Ci vogliono fuori dai giochi”, sono solo alcune delle frasi emblematiche che riflettono lo stato d’animo dei tifosi. Il malcontento si estende anche alla gestione delle immagini VAR e al comportamento del giocatore colpito, Terracciano, accusato di aver accentuato la caduta, generando così una percezione alterata dell’episodio. In molti chiedono che venga punita anche la simulazione, ancora raramente sanzionata nei campi italiani.

Non sono mancati momenti di ironia e sarcasmo, come il commento di un tifoso che ha scritto: “Dai ci sta, io gli avrei dato direttamente 6 mesi di reclusione a Jesus”, evidenziando con amarezza quella che viene percepita come una distorsione delle proporzioni punitive.

Anche il tecnico spagnolo Fàbregas è stato squalificato per due giornate, ma in questo caso il dibattito è meno acceso: non è chiaro cosa abbia detto, anche se lui stesso ha fatto riferimento in modo sarcastico alla possibilità di controllare la telecamera sul petto dell’allenatore, ammesso che fosse accesa o presente.

L’aspetto più significativo è che il Como, da sempre restio a intraprendere azioni legali contro le decisioni arbitrali, ha deciso questa volta di cambiare atteggiamento. Il club sta preparando un ricorso ufficiale, segno evidente che le sanzioni sono state considerate eccessive anche dalla dirigenza di via Sinigaglia.

Tra i commenti, molti tifosi chiedono un atteggiamento più deciso da parte della società: “Dai Mirwan, dì qualcosa, fai qualcosa!”, è l’appello rivolto al proprietario del club. Una pressione pubblica che potrebbe spingere il Como ad assumere una posizione più forte nelle sedi competenti, per tutelare i propri tesserati e ribadire la legittimità delle proprie ambizioni in Serie A.

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