Anche l’ex arbitro Giampaolo Calvarese ha analizzato la direzione di Michael Fabbri in Como-Roma 0-0, primo pareggio a reti bianche della Serie A 2026/2027, caratterizzato da due episodi arbitrali discussi. La gara del Sinigaglia è stata segnata dall’espulsione di Donyell Malen al 53’, dal contatto tra Wesley e Diao e dall’infortunio del direttore di gara, costretto a lasciare il campo al 70’ e sostituito da Sozza.
Sul cartellino rosso all’attaccante della Roma, Calvarese parte dalla dinamica vista in campo: «C’è un brutto salto del calciatore della Roma, con il piede teso, a martello, una dinamica che mette immediatamente in allarme l’arbitro e che, secondo me, lo porta a estrarre il cartellino rosso».
«Il punto d’impatto era più basso»
L’ex direttore di gara sottolinea però come le immagini riviste successivamente restituiscano una prospettiva differente rispetto a quella percepita in presa diretta. «Rivedendo l’episodio, però, si percepisce che il punto d’impatto su Kaiki è decisamente più basso rispetto a quello che sembrava in presa diretta».
Nonostante questa differenza, Calvarese ritiene che l’episodio non fosse da revisione al monitor: «Ma comunque, secondo me, non è mai un intervento da VAR». L’ex arbitro riconosce inoltre che, come evidenziato da Gian Piero Gasperini, Fabbri avrebbe potuto fischiare in precedenza la trattenuta di Ramón su Malen.
Wesley-Diao, contatto casuale secondo Calvarese
L’attenzione si sposta poi sul contatto tra Wesley e Diao, giudicato regolare dall’arbitro durante la partita. Per Calvarese, l’azione presenta i presupposti per essere considerata un’occasione da gol, ma non una chiara ed evidente opportunità: il pallone prosegue la sua traiettoria, rimbalza e i giocatori sono ancora lontani dalla porta, mentre Ndicka potrebbe recuperare la posizione.
La decisione, secondo l’ex arbitro, rientra quindi nella valutazione di campo. Calvarese mette anche in discussione l’esistenza stessa di un fallo: «Wesley fa di tutto per evitare il contatto, prova a saltare e a tirarsi indietro. È vero, un contatto c’è, ma è del tutto casuale».
Il paragone con un episodio in area
A sostegno della propria lettura, Calvarese propone infine un paragone con una situazione in area di rigore. «Sono convinto che, con un atteggiamento del genere da parte del difensore, in area di rigore non sarebbe mai penalty». Un’analisi che riporta al centro del dibattito i due episodi chiave dello 0-0 tra Como e Roma.




