È bastata una lettera per accendere un confronto acceso tra i tifosi del Como 1907. Dopo le parole di Mirwan Suwarso, presidente del club lariano e rappresentante della proprietà indonesiana, la disputa di Milan-Como a Perth in Australia ha letteralmente diviso la tifoseria lariana. Sulla pagina Facebook ufficiale del club si contano centinaia di reazioni, con una netta prevalenza di commenti contrari al progetto e una minoranza che, invece, invita a guardare con pragmatismo alla modernizzazione del calcio italiano.
Tra i più critici, molti parlano apertamente di “oltraggio” alla tradizione e all’identità del club. Come riporta La Provincia, Giuseppe scrive: «Diciamoci la verità, questa partita in Australia è una porcata galattica. Il Como sta facendo un grande lavoro di visibilità, ma per recuperare credibilità servono una federazione e una lega credibili». Un sentimento condiviso da diversi tifosi che vedono nell’operazione una mossa commerciale lontana dallo spirito del calcio di provincia.
C’è chi usa l’ironia, come Riccardo, che commenta: «Le squadre inglesi stanno ai vertici perché da anni giocano partite di campionato in Australia, è evidente». Oppure Mauro, che scrive: «Non so se sia più triste il comunicato o chi si mette in fila per andare in Australia. Io quel giorno resterò a Como, e non la guarderò nemmeno in tv». Antonio aggiunge: «Per risollevare il calcio italiano vanno a giocare dove lo sport nazionale è il rugby, seguito dal cricket…».
Molti contestano la visione della Lega Serie A e chiedono piuttosto interventi strutturali: «Servono stadi nuovi, investimenti sui settori giovanili e un format moderno della Coppa Italia, non partite dall’altra parte del pianeta», si legge in un altro commento molto condiviso.
Non mancano però i tifosi che difendono la scelta della società, convinti che l’internazionalizzazione sia un passaggio necessario per competere. «Grandissimi, avanti così! Chi si lamenta non capisce niente!», scrive un utente. Jacopo prova a spiegare il punto di vista economico: «Il Como non può reggere a lungo solo con 15 o 20mila tifosi locali. Ha bisogno di aprirsi al mercato estero per crescere sul piano del merchandising e della visibilità. E poi, si tratta di una trasferta, non di una gara casalinga».
Ricky, pur mostrando perplessità, riconosce l’importanza della visione strategica del club: «Non mi entusiasma l’idea, ma capisco che per loro l’interesse del brand sia fondamentale. Alla fine, se la squadra ne trae vantaggio, lo è anche per noi».
Il confronto, insomma, fotografa una tifoseria spaccata tra chi difende i valori identitari del calcio locale e chi guarda al futuro in chiave globale.


La curva faccia la curva. IL TIFOOOOOO !! La politica ed i calcoli manageriali spettano ad altri. Solo grazie a questa società !!