Como tutto straniero: due partite e nessun italiano in campo, neanche con le sostituzioni

Il club lariano, unico in Serie A, ha schierato solo giocatori stranieri tra Coppa Italia e campionato. Una scelta che riflette la linea internazionale della società e la filosofia di Cesc Fabregas.

Due partite ufficiali, in Coppa Italia e in Serie A, e in entrambe le occasioni il Como ha presentato una formazione composta interamente da giocatori stranieri. Non solo nell’undici titolare, ma anche tra i subentrati dalla panchina: nessun italiano ha trovato spazio. Una prima volta storica per il club lariano, che si inserisce in una tendenza sempre più marcata nel calcio italiano.

Como al vertice per utilizzo di stranieri

Nella prima giornata di campionato, il Como è stata l’unica squadra a schierare il 100% di calciatori non italiani, precedendo club come Milan, Udinese e Verona, tutti oltre il 90%. All’estremo opposto, solo tre squadre hanno mantenuto un impiego di stranieri inferiore al 50%: Cagliari, Sassuolo e Cremonese.

Il dato conferma un trend già consolidato: in Serie A la presenza di calciatori stranieri ha ormai superato il 70%, mentre gli italiani si fermano attorno al 30%. Nella scorsa stagione, per la prima volta, è stata oltrepassata quota 400 giocatori stranieri impiegati, un numero record in un campionato che storicamente ha avuto un ruolo centrale nella crescita dei talenti azzurri.

La filosofia internazionale del club

Il caso Como non è frutto del caso, ma di una precisa strategia societaria. Come riportano anche i colleghi de La Provincia la linea di scouting è orientata all’estero, con una particolare attenzione al mercato spagnolo, favorito anche dalla conoscenza diretta di Fabregas. Non sorprende quindi che dei 28 giocatori spagnoli presenti oggi in Serie A, ben sette indossino la maglia lariana: a loro si aggiungono calciatori come Nico Paz e Diao, entrambi cresciuti calcisticamente in Spagna pur con passaporto diverso.

In totale, la rosa biancoblù conta elementi provenienti da dodici Paesi diversi: oltre agli spagnoli (sette), ci sono tre francesi, tre tedeschi, due argentini, due croati, due brasiliani, un greco, un kosovaro, un belga, un senegalese e un olandese di nascita con passaporto ghanese. Gli italiani rimasti sono appena cinque: Goldaniga, Cutrone, Gabrielloni, Vigorito e Dossena, quest’ultimo ancora fermo per infortunio.

Nuovi acquisti da tutta Europa

Il mercato estivo ha rafforzato ulteriormente la vocazione internazionale. Tre dei sette innesti sono spagnoli – Ramon, Rodriguez e Morata – ma gli altri provengono da diversi campionati: Baturina dalla Dinamo Zagabria, Kuhn dal Celtic, Addai dall’AZ Alkmaar, mentre il giovane portiere Menke è arrivato dal Brasile.

Un trend inarrestabile

Il Como, dunque, è diventato simbolo di un cambiamento strutturale del calcio italiano, dove le squadre guardano sempre più all’estero per rinforzarsi. Con 72 nazioni straniere rappresentate in Serie A, la multiculturalità è ormai un tratto distintivo del torneo. Il club lariano, con la sua rosa cosmopolita, sembra voler fare da capofila a questa trasformazione.

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