Como, una grande tra le grandi: la squadra di Fabregas vola al sesto posto

Con quattro punti contro Atalanta e Juventus, il Como si conferma tra le rivelazioni del campionato. Numeri, solidità e un gruppo ormai maturo rendono la squadra di Fabregas protagonista in Serie A.

Il Como non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata. Dopo la storica vittoria contro la Juventus e il pareggio contro l’Atalanta, i lariani si ritrovano sesti in classifica, alla pari con i bianconeri e davanti a una squadra da Champions come l’Atalanta. Un dato che racconta meglio di ogni parola la crescita esponenziale del progetto targato Cesc Fabregas.

Come ricordano i colleghi de La Provincia, la posizione del Como assume ancora più valore se si guarda ai nomi che precedono la squadra: Milan, Inter, Napoli, Roma e Bologna. Cinque big che rappresentano l’élite del calcio italiano, ma che, per rendimento e continuità, non distano troppo da questo Como ambizioso. Se non fosse per la sconfitta contro i rossoblù, il club lariano sarebbe addirittura quinto.

Una sola sconfitta in sette partite: un dato che mette il Como tra le squadre più difficili da battere del campionato, al pari di Milan e Juventus, con solo l’Atalanta ancora imbattuta. E se l’attacco si affida spesso al talento di Nico Paz, autore di quattro reti e altrettanti assist, è la fase difensiva a fare la vera differenza: solo cinque gol subiti in sette gare (LEGGI QUI), terza miglior retroguardia della Serie A dopo Bologna e Milan.

Fabregas ha costruito un gruppo solido, intercambiabile e maturo, in grado di reagire a ogni difficoltà. Contro la Juventus, il tecnico catalano ha affrontato l’emergenza senza quattro esterni, ma la squadra non ha perso equilibrio né identità. «Questo significa tantissimo» sottolineano gli analisti, perché testimonia una crescita non solo tattica ma anche mentale: oggi il Como è capace di vincere anche nelle difficoltà.

E il dato su Nico Paz, se da un lato conferma la sua centralità, dall’altro mostra quanto il collettivo funzioni. L’argentino, secondo nella classifica marcatori con quattro gol (a una sola lunghezza da Orsolini e in compagnia di Pulisic), è stato coinvolto in tutte le reti tranne una. Ma come ricordano i cronisti comaschi, affidarsi al talento di un fuoriclasse non è un limite, ma un valore aggiunto: lo era per il Napoli di Maradona, lo è per il Como di oggi.

L’evoluzione tattica è uno degli aspetti più evidenti del lavoro di Fabregas: il Como sa gestire le partite, alternando possesso palla e attenzione difensiva. È una squadra meno “romantica” rispetto allo scorso anno, ma molto più concreta, capace di adattarsi agli avversari e di scegliere quando colpire.

Le prossime sfide – Parma, Verona e Napoli – saranno un banco di prova importante per confermare questa crescita. Tre partite in una settimana che potranno chiarire le reali ambizioni di una squadra che ha già sorpreso tutti. Ma Fabregas invita alla calma: «Ogni gara è un’opportunità, non un ostacolo».

E allora, come scrive La Provincia, il Como deve godersi il momento, una partita alla volta. Senza “se” e senza “ma”, con la consapevolezza di essere ormai nel gruppo delle grandi del campionato.

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