Un’atmosfera insolita, quasi surreale, ha accompagnato la partita del Como. Per la prima volta dopo molto tempo, il “Sinigaglia” si è presentato senza il cuore pulsante del tifo organizzato, che aveva annunciato la propria assenza con un comunicato nelle ore precedenti (LEGGI QUI). La decisione, forte e simbolica, è stata presa in segno di rispetto per una città piegata dall’emergenza maltempo che negli ultimi giorni ha messo in ginocchio famiglie, quartieri e attività.
“Non ci sentiamo di mettere tutto da parte per 90 minuti ed esultare e tifare come se non fosse successo nulla”, hanno spiegato gli ultras lariani. Un messaggio chiaro, condiviso da chi vive la passione per il Como quotidianamente ma che, di fronte alla sofferenza collettiva, ha scelto di dare priorità al sostegno concreto. Molti membri della curva, infatti, sono stati visti impegnati per le strade della città con pale e stivali, aiutando chi era in difficoltà. I pochi presenti ieri sera hanno invece affisso uno striscione molto chiaro che potete vedere nell’immagine di questo articolo: “COMO RIALZATI!“
Il risultato è stato uno stadio diverso dal solito. Silenzioso, senza cori né bandiere, tanto che si riuscivano a percepire distintamente le voci di allenatori e giocatori in campo. Una cornice particolare, che ha reso ancora più evidente l’assenza del tifo caloroso cui Como è abituata.
Non sono mancati, però, episodi di fair play e riconoscimento, come i fischi iniziali per l’ex di turno Fadera, subito seguiti da applausi da parte del pubblico presente. Un segno che, nonostante il contesto difficile, il legame con la squadra resta forte.
La città ha vissuto giorni durissimi, e il calcio ha dovuto inevitabilmente fare un passo indietro. Già nei pressi dello stadio, prima del match, l’aria era pesante e riflessiva, con la domanda sottintesa nei pensieri di molti: era giusto giocare? Alla fine la gara si è disputata, accompagnata da giochi di luce e musica, i primi della stagione serale, che hanno provato a restituire un minimo di normalità.
Il pallone ha rotolato, come sempre, alleggerendo per un paio d’ore la mente di chi era presente. Ma il ricordo di quanto accaduto fuori dallo stadio resta forte, e la scelta del tifo organizzato ha rappresentato un gesto di responsabilità e vicinanza verso la città.

