Como-Ajax. Chi ha fatto la storia contro chi spera di farla in futuro. Anche se per eguagliare quanto fatto dai lancieri non basteranno i soldi degli Hartono: servirĆ tanto tempo, decenni.
Quattro coppe dei campioni vinte: tre negli anni ’70, una nel ’95. Solo cinque squadre ne hanno portate a casa di più: Real Madrid, Milan, Barcellona, Bayern e Liverpool. GiĆ solo questo rende l’idea di quanto prestigio trasudi il club di Amsterdam, che in casa propria ha vinto appena 36 scudetti e 20 coppe nazionali, distanziando di parecchio tutte le altre rivali. E poi quel riconoscibilissimo tipo di gioco, che continua ad essere fonte di ispirazione per i migliori allenatori del mondo. Questi ultimi tre anni senza vincere nulla non hanno scalfito il blasone. E infatti affrontarli stasera – nella finalissima di Como Cup – sarĆ tutt’altro che banale: nella tifoseria c’ĆØ attesa e curiositĆ . Anche lo stadio sarĆ decisamente più affollato rispetto ai giorni scorsi.
Van der Sar; Reiziger, Stam, Krol, De Boer; Neeskens, Rijkard, Seedorf; Bergkamp, Van Basten, Cruijff. Ma la cosa più impressionante non ĆØ tanto questa top-11 fatta cosƬ, per gioco, di giocatori transitati dall’Ajax. Fanno impressione i nomi che rimangono fuori: Sneijder, Ibrahimovic, Luis Suarez, Davids, Eriksen, Litmanen, Frenkie De Jong, Koeman, Van der Vaart, Blind, Kluivert, Kuffour, Bogarde, Overmars e potremmo andare avanti. Siamo a un livello altissimo, anche grazie al vivaio biancorosso col quale il Como ha stretto una collaborazione.
Fabregas sogna di prendersi stasera uno degli scalpi più soddisfacenti d’Europa. L’Ajax di oggi non ĆØ al livello di qualche lustro fa (anche se appena sei anni fa arrivava in semifinale di Champions…), però ĆØ ricco di talenti e l’altro giorno ha rifilato cinque gol al Celtic. Occhio alla classe di Berghuis, all’esperienza dell’ex interista Klaassen e all’esplosivitĆ di Brobbey. Gli olandesi vivono un insolito digiuno di coppe e anche una manifestazione del genere ĆØ per loro un’occasione per tornare a vincere.

