Dele Alli si apre ai microfoni di “BLU”, il format ufficiale del Como 1907, e racconta la sua nuova vita tra il lago e il calcio italiano. Il trequartista inglese, accolto con entusiasmo dalla piazza lariana, descrive Como come “uno dei posti più mozzafiato mai visti”, sottolineando l’impatto positivo avuto dalla città e dal club sin dal suo arrivo.
“Ci sono giorni difficili, certo, ma mi sto trovando alla grande. Conoscere i ragazzi, creare legami con i compagni e con le persone del club è stato bello”, ha raccontato il numero 20, che si è detto colpito anche dalla qualità tecnica del gruppo: “Non mi aspettavo che fossero così bravi. Alcuni hanno capacità incredibili.”
Fabregas “Mister”, non “Gaffer”: il rispetto per un ex rivale
Particolare l’aneddoto linguistico legato all’adattamento nel calcio italiano: “Sono abituato a chiamare l’allenatore ‘Gaffer’, ma qui tutti dicono ‘Mister’. Fabregas è straordinario, un onore lavorare con lui”. Dele, che in passato ha affrontato l’ex campione spagnolo da avversario, ora ne ammira da vicino la gestione del gruppo.
“È stato uno dei migliori centrocampisti di sempre, per me è stimolante imparare da lui. Finora è stata un’esperienza fantastica” ha aggiunto il giocatore, consapevole del ruolo di leader che può ricoprire in squadra: “Cerco di aiutare i ragazzi con meno esperienza, perché vorrei che imparassero dagli errori che ho fatto io nella mia carriera.”
Ricordi, idoli e allenatori: da Pochettino a De Bruyne
Dele ha ripercorso anche alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, elogiando gli ex allenatori Pochettino e Conte. Il primo, racconta, gli permetteva di esprimersi senza troppi vincoli: “Mi diceva sempre di essere me stesso. Non correggeva le cose superflue, mi lasciava libero.” Di Conte, invece, ha apprezzato passione e metodo: “Aveva energia in ogni dettaglio.”
Tra i campioni affrontati, Lionel Messi è il più forte in assoluto, mentre Kevin De Bruyne viene citato per la visione di gioco straordinaria: “Speravo non vedesse certi passaggi… e invece li vedeva sempre.”
Famiglia, crescita e futuro: “Ora ho più ferocia che mai”
Alli ha rivolto parole sentite anche alle persone che lo hanno accompagnato nella crescita: la famiglia adottiva, gli allenatori Dan Micciche e Carl Robinson, e lo staff del Tottenham. Ma il vero focus dell’intervista è il presente, vissuto a Como con un’intensità ritrovata.
“Credo che i 28 anni siano l’età migliore per un calciatore, quindi sento che il meglio deve ancora arrivare. Ho avuto anni difficili, ma ora ho più ferocia che mai. Tutto accade per una ragione: ora voglio superare ciò che ho fatto prima”, ha dichiarato.
E guarda lontano: “Tornare in Nazionale per il Mondiale 2026 è ancora il mio obiettivo. Non credo sia un traguardo impossibile.”



Si ma se il mister non lo butta nella mischia….
Speriamo che in queste ultime partite cominci a trovare un pò di spazio
👏👏💙